Frosinone, crisi in Comune: il test del numero legale decide la tregua nella maggioranza

Frosinone Palazzo comunale comune

La vera prova del nove per la maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli andrà in scena oggi pomeriggio, alle 17, con la riunione del Consiglio comunale in prima convocazione. Sul tavolo non ci sono soltanto atti amministrativi fondamentali, ma soprattutto la tenuta politica di una coalizione paralizzata da settimane di tensioni e veti incrociati. Per avviare la seduta serviranno almeno 17 consiglieri presenti sui 33 complessivi. Un numero tutt’altro che scontato.
Il Consiglio tornerà a riunirsi, in caso di esito negativo, domani alle 19 in seconda convocazione. Tuttavia, tutti i riflettori sono puntati sulla seduta odierna: è lì che si misurerà l’eventuale tregua nella crisi che ha già prodotto uno stop pesante all’attività amministrativa. La maggioranza, almeno sulla carta, può contare su 18 consiglieri, un margine minimo che rende ogni assenza potenzialmente decisiva.
All’ordine del giorno figurano provvedimenti chiave per l’ente: l’approvazione delle aliquote IMU, dell’addizionale comunale IRPEF e il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari del Comune. Atti che, oltre al loro peso tecnico, rappresentano un banco di prova politico per la giunta Mastrangeli.
Sul fronte politico, le ultime novità arrivano da Fratelli d’Italia, partito centrale negli equilibri della maggioranza. Il deputato e coordinatore regionale Paolo Trancassini considera la vicenda sostanzialmente archiviata, dopo la riassegnazione delle deleghe agli assessori Simona Geralico e Alessia Turriziani ai Servizi sociali. Una mossa che avrebbe ricomposto la frattura apertasi dopo il Consiglio del 30 dicembre scorso, quando i consiglieri di Fratelli d’Italia disertarono l’aula insieme ad altri esponenti della maggioranza, facendo mancare il numero legale.
Fratelli d’Italia conta cinque consiglieri comunali e due assessori in giunta, e buona parte della crisi ruotava attorno all’ipotesi di un terzo assessorato. Non è un mistero che Sergio Crescenzi e Marco Ferrara abbiano valutato, nelle scorse settimane, l’uscita dal gruppo consiliare per dar vita a una nuova formazione. Una possibilità rientrata dopo l’incontro di ieri tra Paolo Trancassini e l’onorevole Aldo Mattia, al quale hanno preso parte gli stessi Crescenzi e Ferrara.
Il messaggio ribadito da Trancassini è stato chiaro: priorità assoluta all’unità del partito e alla condivisione di un percorso politico-programmatico. Una linea sposata anche da Mattia e accettata dai due consiglieri comunali. In questo quadro, il documento programmatico di fine consiliatura, sul quale sta lavorando il sindaco Mastrangeli, dovrà inevitabilmente passare al vaglio del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, anche in considerazione del ruolo di Frosinone come città capoluogo. Sulla vicenda resta costantemente informato anche il presidente provinciale di FdI, Massimo Ruspandini, in piena sintonia con Trancassini.
Sul tema degli assessorati, al momento, non si registrano decisioni definitive. La “Lista per Frosinone” di Antonio Scaccia continua a rivendicare un proprio spazio in giunta. La scelta dovrebbe maturare tra la fine di questa settimana e i primi giorni della prossima. In una prima fase era stata avanzata la richiesta di indicare una figura femminile, ipotesi legata al rispetto dell’equilibrio di genere in caso di nuovi ingressi e di una possibile uscita di Laura Vicano, scenario che al momento appare escluso.
Se dovesse definitivamente tramontare l’ipotesi di un terzo assessore in quota Fratelli d’Italia, la Lista per Frosinone potrebbe tornare a proporre un uomo. In pole position restano due profili esterni: Giuseppe Scaccia e Massimo Renzi, fratello del consigliere Corrado Renzi, con un passato da amministratore.
Intanto, però, il primo verdetto arriverà dall’aula consiliare. Il numero legale, ancora una volta, dirà se la crisi è davvero alle spalle o se a Frosinone la paralisi politica è destinata a continuare.

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