Frosinone – Comune: maggioranza in ordine sparso, seduta ad alta tensione il 24 novembre

Frosinone Palazzo comunale comune

Si preannuncia ad alta tensione la seduta del Consiglio comunale di Frosinone convocata per il 24 novembre alle ore 18.30, fissata in prima convocazione. Una riunione che potrebbe durare pochi minuti: quelli necessari a capire se il numero legale sarà garantito e da chi, e se i primi due punti all’ordine del giorno potranno effettivamente essere discussi e votati.
Al centro della contesa politica ci sono due atti dal contenuto fortemente sensibile:
– l’ordine del giorno presentato da Domenico Marzi, che invita il governo italiano a sostenere la tregua nello Stato di guerra nella Striscia di Gaza e, in prospettiva, il riconoscimento dello Stato di Palestina;
– la mozione di Anselmo Pizzutelli e altri, che condanna il genocidio di Gaza, ripudia terrorismo e guerra e impegna l’ente a promuovere iniziative per la pace.
Due documenti che hanno aperto crepe evidenti nella già fragile coalizione trasversale che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il gruppo, infatti, si ferma a 16 consiglieri su 33 e nelle ultime ore ha cercato, non senza difficoltà, una linea comune. Gli incontri incrociati tra i sostenitori dell’amministrazione non hanno partorito una strategia unitaria: al contrario, l’orientamento prevalente sembra essere quello di non partecipare al dibattito sui primi due punti, evitando così di esporre la maggioranza a votazioni potenzialmente divisive.
Restano tuttavia diverse incognite. Due, soprattutto:
1. La coalizione trasversale deciderà davvero di disertare la discussione?
2. Il presidente del Consiglio comunale, Massimo Tagliaferri, indipendente, sceglierà di rimanere in Aula a dirigere i lavori oppure si unirà a chi lascerà i banchi?
A condizionare gli equilibri sarà anche la lista Marzi, decisiva in tutte le sedute delicate dell’ultimo anno: tre consiglieri su quattro, nel 2025, hanno contribuito a mantenere in piedi il numero legale nelle prime convocazioni. Per aprire i lavori, lo ricordiamo, serve la presenza di almeno 17 consiglieri.
Sul fondo, si muovono intanto manovre sotterranee che coinvolgono alcuni dissidenti e parti dell’opposizione, impegnati a valutare come e quando intervenire per far emergere le contraddizioni interne alla maggioranza.
La seduta del 24 novembre, dunque, potrebbe risolversi rapidamente oppure trasformarsi in un nuovo banco di prova per gli equilibri della città. Tutto dipenderà da quei primi, decisivi minuti.

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