Frosinone, chi ha paura dell’azzeramento? Il centrodestra sotto stress

consiglio comunale frosinone

di  Augusto D’Ambrogio –  Mai come in questo momento Frosinone avrebbe bisogno di una verifica politica all’interno del centrodestra. Eppure, l’ipotesi di un azzeramento della giunta guidata da Riccardo Mastrangeli sembra essere esclusa a priori. Perché? A tre anni dalla vittoria elettorale, le tracce di quell’entusiasmo iniziale appaiono sempre più sbiadite.

La situazione numerica è diventata precaria. Ben nove consiglieri di maggioranza hanno preso le distanze dall’attuale esecutivo, e nonostante il “soccorso” garantito in aula da alcune posizioni strategiche, Mastrangeli si muove su un filo sottile: il numero legale oscilla tra 17, 16, 15… , con la lista Marzi spesso decisiva per garantire la tenuta.

L’azzeramento della giunta rappresenterebbe un’opportunità, non solo per un reset simbolico, ma per un doppio tagliando politico-amministrativo. Una verifica sulla tenuta degli equilibri tra i gruppi, sulla rappresentanza, ma soprattutto sui risultati finora ottenuti. Eppure, sembra proprio questo che il sindaco voglia evitare: la messa in discussione degli attuali assetti.

Ma quali sarebbero le posizioni più esposte in caso di rimpasto?

  • Adriano Piacentini, assessore tecnico e uomo di fiducia del sindaco, non può contare su un gruppo consiliare di riferimento che ne sostenga l’azione in aula.
  • Angelo Retrosi, in quota alla lista Ottaviani, detiene la delega ai lavori pubblici, ma finora non si è registrata alcuna svolta significativa.
  • Simona Geralico, assessora alla cultura e formalmente espressione di Fratelli d’Italia, sembra operare più come una fedelissima del primo cittadino.
  • Rossella Testa, in quota Lega e con delega al centro storico, ha lasciato poche tracce operative in un settore che attende ancora un rilancio concreto.

In un quadro del genere, la verifica amministrativa non sarebbe un rischio, ma una necessità. Una tappa obbligata per affrontare con maggiore coesione e determinazione gli ultimi due anni di consiliatura.

Ma a Frosinone, la parola “azzeramento” sembra fare ancora troppa paura.

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