Di Augusto D’Ambrogio
FROSINONE – È partito il conto la rovescia per l’approvazione del bilancio comunale, ma il vero nodo politico potrebbe arrivare subito dopo. A Palazzo Munari la situazione resta fluida e complessa, al punto che il sindaco Riccardo Mastrangeli continua a valutare seriamente l’ipotesi di elezioni anticipate. La data cerchiata in rosso è quella del 24 febbraio, giorno entro il quale potrebbero maturare decisioni decisive per il futuro dell’amministrazione.Mancano cinque giorni alla seduta consiliare chiamata a esaminare il Documento unico di programmazione (DUP) e il bilancio di previsione, passaggio fondamentale per la sopravvivenza della consiliatura. Dopo la riunione di maggioranza di domenica sera, i confini politici sono stati tracciati: il sindaco si aspetta 18 voti favorevoli, sufficienti per l’approvazione in prima convocazione, e soprattutto l’assenza di emendamenti da parte dei gruppi della coalizione, segnale di compattezza politica.Superato l’ostacolo contabile, però, resterebbe aperta la partita più delicata: il riassetto della giunta, che rischia di diventare politicamente ingestibile. Sul tavolo c’è la rivendicazione della Lista per Frosinone, che chiede un secondo assessorato dopo il passaggio da tre a quattro consiglieri comunali. La possibile indicazione riguarderebbe una donna, per il rispetto delle quote di genere, scenario che implicherebbe un passo indietro dell’assessora Laura Vicano. Una mossa che avrebbe un significato politico rilevante, anche perché la lista Vicano non è più rappresentata in Consiglio dopo l’adesione del consigliere Marco Sordi alla Lega, di cui è diventato capogruppo.Nel frattempo si rafforza Identità Frusinate, che con l’ingresso di Sergio Crescenzi e Marco Ferrara ha raggiunto quota tre consiglieri, insieme al capogruppo Christian Alviani. La civica potrebbe avanzare la richiesta di una rappresentanza in giunta e il nome che circola è proprio quello di Crescenzi. Una ipotesi che, però, rischia di provocare la reazione di Fratelli d’Italia, difficilmente disponibile ad accettare in giunta un esponente che ha lasciato il partito.Se il bilancio dovesse essere approvato, le condizioni tecniche per arrivare a fine consiliatura, prevista per giugno 2027, ci sarebbero. Tuttavia Mastrangeli non esclude comunque l’ipotesi delle dimissioni entro il 24 febbraio, soprattutto nel caso in cui le tensioni interne alla maggioranza dovessero riaccendersi e diventare politicamente ingestibili. Una scelta che aprirebbe la strada a elezioni anticipate già nella prossima primavera, con una conseguenza non secondaria: il Comune di Frosinone non parteciperebbe alle elezioni provinciali dell’8 marzo.Il sindaco, su questo punto, rifletterà e deciderà in autonomia. Le variabili, infatti, sono diventate numerose, soprattutto all’interno del perimetro del centrodestra. Forza Italia è all’opposizione da quasi due anni, mentre Fratelli d’Italia valuterà la propria posizione in base a eventuali ingressi in giunta e a un confronto programmatico tutt’altro che scontato. Sullo sfondo pesa anche lo strappo consumatosi nella Lega con l’uscita del generale Roberto Vannacci, destinato ad avere ripercussioni sugli equilibri locali, a partire dalle scelte del vicesindaco Antonio Scaccia e della stessa Lista per Frosinone.Infine, un ultimo elemento non trascurabile: le opposizioni. In caso di voto anticipato, il centrosinistra avrebbe pochissimo tempo per organizzarsi. Il Partito Socialista Italiano ha già indicato il proprio candidato sindaco in Vincenzo Iacovissi, mentre il Partito Democratico non ha ancora sciolto la riserva.I prossimi giorni diranno se Frosinone si avvia verso una difficile stabilizzazione politica o se, invece, la crisi porterà rapidamente alle urne. Il 24 febbraio non è mai stato così vicino.
