Frecciarossa 1000 di nuova generazione: viaggio inaugurale senza fermate intermedie, e le province restano a guardare

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Venerdì 26 settembre è in programma il viaggio in anteprima del Frecciarossa 1000 di nuova generazione, il nuovo treno ad alta velocità del Gruppo Ferrovie dello Stato. Un convoglio simbolo di innovazione e di immagine per l’Italia, che partirà alle ore 10.05 da Roma Termini e giungerà alle 11.21 a Napoli Centrale, per poi fare ritorno nella Capitale alle 14.00. A bordo, insieme alle istituzioni e agli ospiti invitati, sarà presente l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS, Stefano Antonio Donnarumma, in quella che viene annunciata come una “corsa vetrina” dell’eccellenza ferroviaria.

Un evento importante, certo, ma non privo di ombre. Il percorso inaugurale, infatti, non prevede fermate intermedie né a Frosinone né a Cassino, due città da sempre escluse dai collegamenti diretti con l’alta velocità. Una scelta che, ancora una volta, mette in evidenza il divario infrastrutturale che separa le grandi metropoli dalle aree di provincia.

Mentre Roma e Napoli si confermano poli centrali della rete AV, il Basso Lazio continua a restare un semplice corridoio di transito, senza opportunità di sviluppo concreto né ricadute economiche dirette. Una decisione che appare ancor più discutibile se si considera la vocazione industriale di Frosinone e Cassino, territori che da anni chiedono un collegamento stabile e competitivo con la dorsale dell’alta velocità.

Il Frecciarossa 1000 di nuova generazione promette comfort, velocità e sostenibilità. Ma il viaggio di venerdì rischia di trasformarsi in una passerella istituzionale più che in un’occasione di svolta per i territori esclusi. Perché se il futuro della mobilità italiana corre sui binari dell’alta velocità, la domanda resta aperta: quanto a lungo ancora le province dovranno aspettare per salire a bordo?

Foto archivio

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