Formia, Festival del Teatro Classico 2021 VI edizione

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L’amministrazione comunale di Formia, nonostante le difficoltà e complessità organizzative connesse alla nota emergenza Covid-19, ha ritenuto di non interrompere la tradizionale e tanto attesa manifestazione del prestigioso “Festival del Teatro Classico”, con la direzione artistica di Vincenzo Zingaro, confermando, quest’anno, la sua sesta Edizione, seppure in forma ridotta. Questa edizione, che si avvale della partecipazione di straordinari interpreti, vuole essere un segno di rinascita culturale e sociale per la città di Formia, affidandosi alla potenza espressiva delle grandi opere della classicità. Gli spettacoli prenderanno vita, come di consueto, nel meraviglioso scenario dell’area archeologica di Caposele. Il Festival, prodotto dal Comune di Formia, con la collaborazione della Compagnia teatrale “CASTALIA” di Roma è gemellato con il Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) e con il Festival di Segesta. Primo appuntamento sabato 24 luglio, alle ore 21,30, con AGAMENNONE + COEFORE di Eschilo, adattamento e regia di Cinzia Maccagnano. Le due tragedie fanno parte della trilogia ORESTEA. La prima narra l’omicidio di Agamennone ordito dalla moglie Clitennestra per vendicare il sacrificio della figlia Ifigenia, compiuto dal Agamennone per placare l’ostilità di Artemide e partire per Troia con i venti favorevoli; al ritorno dalla Guerra di Troia, Agamennone viene ucciso dal cugino Egisto, complice e amante di Clitennestra. La seconda narra come Oreste, figlio di Agamennone, tornato dieci anni dopo l’omicidio del padre, lo vendica, uccidendo Egisto e la propria madre Clitennestra. Tutto il racconto dell’AGAMENNONE si svolge come una grande rappresentazione, un rituale che riporta alla memoria i fatti da cui poi muoverà l’azione di Oreste. Nelle COEFORE il registro cambia, si fa più contemporaneo, finisce la rappresentazione, spariscono le maschere, e i giovani, Oreste, Elettra e Pilade, si mostrano così come sono. Anche il ritmo dello spettacolo cambia, precipitando nell’urgenza di liberarsi da un ordine Antico che non trova più riscontro nella Realtà. I giovani detronizzano, sovvertono, uccidono. Orfani di un senso della storia, si ritrovano smarriti in un mondo di cui non riconoscono più il senso del Passato e sperimentano l’incapacità della Ragione di farsi ancora guida sicura. In scena: Cinzia Maccagnano, Marta Cirello, Raffaele Gangale, Dario Garofalo, Luna Marongiu, Cristina Putignano. Maschere Luna Marongiu. Costumi Monica Mancini. Musiche Marco Schiavoni. Martedì 27 luglio, alle ore 21,30 va in scena ÈPOS da ILIADE, ODISSEA, ENEIDE di Omero e Virgilio, diretto ed interpretato da Vincenzo Zingaro, con le musiche di Giovanni Zappalorto. Dopo lo straordinario successo ottenuto a Roma, presso i FORI IMPERIALI, Vincenzo Zingaro riporta in scena un suo cavallo di battaglia, conducendo il pubblico in un viaggio nell’appassionante mondo dell’EPICA, la più antica e affascinante forma di narrazione della storia dell’uomo. L’Europa, nel cercare le proprie radici culturali, non può esimersi dal riconoscere il patrimonio tramandato dall’eredità classica. I poemi epici rappresentano dei capisaldi a cui attingere valori assoluti, sia per forma che per contenuti. Lo spettatore sarà condotto in un cammino attraverso le gesta immaginarie di celebri eroi che hanno animato da sempre la fantasia di tutti: Ettore, Achille, Ulisse, Enea, uomini in bilico fra ideale e reale, fra sentimento e ragione, fra bene e male, che incarnano aspetti universali delle nostre esistenze, passioni e tormenti che ognuno di noi non può che riconoscere come propri. Uno spettacolo in cui parola e musica si fondono senza soluzione di continuità, dando vita a un grande viaggio dell’anima. In Scena: Vincenzo Zingaro, Annalisa Amodio, Sina Sebastiani, Filippo Velardi. E con: Giovanni Zappalorto (tastiere); Debora Guerrini (tastiere); Francesca Salandri (flauti); Rodolfo Demontis (percussioni). Chiude il Festival, domenica 1 agosto, alle ore 21,30, in Prima Nazionale, lo spettacolo TIESTE di Seneca, adattamento e regia di Giuseppe Argirò, che vede in scena Giuseppe Pambieri e Paolo Graziosi, una straordinaria e inedita coppia di attori, depositari di una prestigiosa tradizione teatrale. E’ l’occasione per assistere ad una tragedia raramente rappresentata, alla quale, per le tue tinte fosche, si ispirò Shakespeare nel Titus Andronicus e nell’Amleto. La tragedia affronta il tema della vendetta e dell’inganno, rappresentando un connubio perfetto tra il potere e il male. La vicenda ruota attorno alla vendetta di Atreo nei confronti del fratello Tieste che, tempo prima, ha cercato con l’inganno di sottrargli il regno e di sedurre la moglie. Il legittimo re riuscirà a sventare le macchinazioni del fratello e a salvaguardare il trono, ma non dimenticherà il tradimento: fingendo una riconciliazione, inviterà Tieste a Palazzo e dopo averne ucciso i figli offrirà al padre un empio banchetto. L’opera di Seneca, l’unica a non avere un modello greco corrispondente, è una tragedia senza catarsi e non offre alcuna redenzione ai personaggi che perdono ogni umanità dimostrando che la violenza e il disprezzo per la vicenda umana è un prodotto culturale determinato dal potere e dalla storia, che si ripete in modo inesorabile, non risparmiando nessuno. In scena: Giuseppe Pambieri, Paolo Graziosi, Sergio Basile, Elisabetta Arosio, Roberto Baldassari, Vinicio Argiro’.

comunicato stampa – foto archivio

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