Dovevano portare innovazione, connessione veloce e un passo avanti verso il futuro. Invece, i lavori per la posa della fibra ottica stanno lasciando in molte zone della città una lunga scia di disagi, frustrazione e soprattutto pericolo. Via Borgo San Domenico è oggi l’emblema di un problema che i cittadini non sono più disposti a tollerare: strade rattoppate alla meglio, asfalto sbriciolato, buche profonde e veri e propri crateri che mettono a rischio chiunque si trovi a percorrerle.
Le foto che pubblichiamo parlano da sole.
Il ripristino dell’asfalto, dopo gli scavi, appare approssimativo, irregolare e in più punti ceduto. Una toppa tirata via, che con il passare dei giorni si sta trasformando in un ostacolo per automobilisti, motociclisti e ciclisti. In caso di pioggia, il pericolo raddoppia: le buche si riempiono d’acqua, diventano invisibili e possono causare danni seri ai veicoli, oltre che cadute e incidenti.
I residenti della zona denunciano da tempo la situazione, parlando apertamente di “una strada pericolosa, degna più di un percorso di guerra che di una città moderna”. E non è difficile capire il malcontento: dopo settimane di lavori, ci si sarebbe aspettati un ripristino adeguato, conforme agli standard e rispettoso della sicurezza pubblica. Invece, il risultato è una superficie sconnessa, con pezzi di asfalto che si sgretolano già al semplice passaggio delle auto.
Il problema non riguarda solo via Borgo San Domenico: in molti quartieri di Isola del Liri gli scavi per la fibra hanno lasciato cicatrici evidenti e mai sistemate a dovere. Una situazione che solleva domande legittime sulla qualità dei lavori, sui controlli effettuati e sulle responsabilità delle ditte incaricate.
I cittadini chiedono al Comune un intervento immediato e deciso: verifiche, sanzioni laddove necessario e soprattutto il ripristino completo e corretto delle strade. Perché non si può parlare di progresso quando, per raggiungerlo, si mette a rischio l’incolumità delle persone.
Isola del Liri merita infrastrutture moderne, sì, ma anche rispetto. E soprattutto merita strade sicure, non il colabrodo che oggi si è trasformato in un simbolo di incuria e approssimazione.
La redazione resta a disposizione per pubblicare ulteriori segnalazioni dei cittadini.



