All’indomani delle elezioni provinciali si apre la fase dell’analisi politica. Il nuovo Consiglio provinciale di Frosinone è stato rinnovato con l’assegnazione dei 12 seggi e, tra soddisfazioni e riflessioni, le forze politiche in campo iniziano a leggere il risultato emerso dalle urne.
Il dato più commentato è senza dubbio l’affermazione di Fratelli d’Italia, che con quattro consiglieri eletti diventa il primo partito nell’assemblea di Palazzo Iacobucci, superando il Partito Democratico, fermo a tre eletti e in calo rispetto ai cinque del 2023.
Un risultato che nel centrodestra viene letto come la conferma del lavoro politico portato avanti sul territorio. L’assessore regionale del Lazio Giancarlo Righini ha parlato di «un ottimo lavoro di squadra svolto sotto la regia del deputato e segretario provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, al quale abbiamo contribuito con grande impegno».
Secondo Righini il risultato sarebbe anche «frutto dell’ottimo lavoro della giunta regionale del Lazio a favore dei comuni», sottolineando come l’ampio riconoscimento ricevuto rappresenti «una testimonianza della bontà delle attività svolte».
Il risultato complessivo del centrodestra assume inoltre un peso politico anche nella prospettiva della futura guida dell’ente. «Sommando i voti dei consiglieri provinciali di centrodestra si arriva a un rapporto di 8 a 4 – ha osservato Righini – e alla luce di questo risultato Fratelli d’Italia merita di esprimere il prossimo candidato presidente, con l’obiettivo di costruire un’alleanza unita capace di portare anche in provincia di Frosinone il buon governo che stiamo realizzando a livello nazionale e regionale».
Sul fronte del Partito Democratico prevale invece una lettura più prudente, accompagnata da una riflessione interna. La consigliera regionale Sara Battisti ha evidenziato come il voto segni «un cambio di scenario»: «Il centrosinistra non è più maggioranza e il Partito Democratico, pur eleggendo tre consiglieri, si trova in minoranza in un ente che negli ultimi anni ha contribuito a governare».
Battisti ha indicato anche le ragioni politiche del risultato. «Questi due anni di assenza del partito provinciale hanno pesato sulla nostra capacità di essere un punto di riferimento per sindaci e amministratori del territorio. È necessario ripartire subito dall’organizzazione del partito: chiudiamo la fase interna, costruiamo la segreteria provinciale e torniamo nei territori per riorganizzare il Pd e costruire un’opposizione unitaria a questa destra».
A invitare a una lettura equilibrata del voto è stato anche il presidente del Pd Lazio Francesco De Angelis, che ha sottolineato come «nonostante tutto il Partito Democratico porti a casa un risultato significativo, risultando la seconda lista con tre consiglieri eletti». Un risultato, ha spiegato, maturato «in un contesto non semplice, nel quale si è fatto sentire il peso della Regione sulle amministrazioni locali».
De Angelis ha inoltre ricordato che «alle provinciali non votano i cittadini ma gli amministratori» e che «in questa tornata è mancato il contributo delle altre liste del campo progressista».
Anche il segretario provinciale del Pd Achille Migliorelli ha invitato a leggere il voto «con realismo». «Il centrodestra ottiene un consenso significativo anche per la responsabilità di governo che oggi esercita alla Regione Lazio, mentre il Pd conferma comunque una presenza importante nel Consiglio provinciale». Migliorelli ha poi richiamato l’attenzione su un dato simbolico: l’assenza di donne tra gli eletti. «La rappresentanza femminile nelle istituzioni è una questione di qualità della democrazia e della politica».
Sul tema è intervenuta anche la consigliera comunale di Frosinone Maria Antonietta Mirabella, che ha sottolineato come «mentre il mondo celebrava la Giornata internazionale della donna, la provincia di Frosinone ha scelto un Consiglio provinciale composto da dodici uomini».Nel centrosinistra non mancano anche letture autocritiche. Il sindaco di Paliano Domenico Alfieri ha parlato di «un risultato sotto le aspettative ma non sorprendente», attribuendolo «agli anni di divisioni interne di un partito che troppo spesso ha smesso di fare il partito». In questo vuoto politico, ha osservato, «si è inserita la destra, in particolare Fratelli d’Italia». Alfieri ha però invitato a evitare contrapposizioni interne: «Non vedo vincitori né vinti. Il voto ponderato delle provinciali non è il voto popolare, ma se ognuno continua a correre per conto proprio nessuno andrà lontano».
Tra gli eletti figura anche il coordinatore cittadino di Forza Italia, Pasquale Cirillo, che ha ricevuto le congratulazioni del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Cangemi. «Questo risultato è frutto di un impegno costante e di una visione chiara per il futuro del territorio. Cirillo ha dimostrato di essere un leader capace e attento».
Soddisfazione anche in casa Lega, dove l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli ha commentato la rielezione di Luca Zaccari e Andrea Amata, parlando del «risultato del grande lavoro dei due consiglieri e dell’impegno di tutta la squadra».
Tra i confermati anche Luigi Vacana, rieletto con la lista Provincia e Comuni. «Vince una squadra e non solo il singolo – ha dichiarato – vincono coloro che mettono al centro della propria azione il territorio e il lavoro concreto nelle comunità locali».
Proprio Vacana ha ricevuto i complimenti dei consiglieri regionali Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista) e del capogruppo socialista al Comune di Frosinone Vincenzo Iacovissi, che hanno sottolineato l’impegno portato avanti negli anni a favore delle amministrazioni locali.
Il nuovo Consiglio provinciale è dunque pronto a insediarsi, mentre il confronto politico resta aperto. Tra equilibri da ridefinire e strategie future, il voto provinciale rappresenta già un primo banco di prova in vista delle prossime sfide politiche sul territorio.
Elezioni provinciali di Frosinone, il dopo voto: Fratelli d’Italia primo partito, il Pd riflette sul risultato
