Disabilità nel Lazio, il M5S accusa: “Famiglie costrette ad anticipare fino a 8.400 euro per l’assistenza”

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Disabilità e fondi, il M5S attacca la Regione Lazio: “Sistema ingiusto che penalizza le famiglie”
Torna al centro del dibattito politico nel Lazio la gestione dei fondi per la non autosufficienza. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione ha infatti acceso i riflettori sul sistema dei buoni servizio per la non autosufficienza 2026, denunciando un meccanismo che, secondo i pentastellati, metterebbe in seria difficoltà molte famiglie.
Nel mirino del Movimento 5 Stelle c’è in particolare il sistema dei rimborsi previsto dal bando regionale. Secondo quanto denunciato dai consiglieri, le famiglie sarebbero costrette ad anticipare somme fino a 8.400 euro per poter garantire assistenza ai propri cari non autosufficienti, prima di ricevere il rimborso previsto.
Una modalità che, secondo il M5S, rischia di trasformarsi in un ostacolo proprio per le famiglie più fragili. “Si tratta di un sistema ingiusto – sottolineano dal gruppo consiliare – perché di fatto esclude chi non ha la possibilità economica di anticipare cifre così elevate, nonostante abbia pieno diritto al sostegno”.
Molte delle famiglie coinvolte, infatti, si trovano già ad affrontare situazioni economiche e personali complesse, tra costi sanitari, assistenza domiciliare e riduzione dell’attività lavorativa per accudire i propri familiari.
Per questo motivo il Movimento 5 Stelle Lazio ha presentato una mozione in Consiglio regionale, chiedendo una modifica immediata del sistema. Tra le proposte avanzate: stop agli anticipi da parte delle famiglie, trasferimento diretto delle risorse ai distretti sociosanitari e tempi di pagamento più rapidi per chi svolge attività di assistenza e caregiver.
Secondo i pentastellati, l’obiettivo deve essere quello di semplificare l’accesso ai fondi e garantire un sostegno reale e immediato alle famiglie che ogni giorno affrontano il peso della non autosufficienza.
Il tema della disabilità e dell’assistenza resta dunque uno dei nodi più delicati della sanità e del welfare regionale, destinato a tornare presto al centro del confronto politico alla Regione Lazio.

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