DI AUGUSTO D’AMBROGIO – La crisi di Stellantis in Italia si aggrava. La FIOM-CGIL denuncia un totale di oltre mille esuberi nel gruppo automobilistico, a pochi mesi dalla presentazione del cosiddetto “Piano Italia”. Gli ultimi dati parlano chiaro: 50 uscite a Pratola Serra, 300 a Pomigliano d’Arco, 200 a Termoli e ben 500 a Melfi.
Numeri che preoccupano i sindacati e mettono in discussione la solidità degli annunci fatti il 17 dicembre scorso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Quello non è un piano industriale, ma una serie di annunci privi di sostanza”, attaccano Samuele Lodi e Maurizio Oreggia della FIOM.
Secondo i rappresentanti sindacali, i nuovi modelli promessi dall’azienda non sono ancora arrivati e, anche qualora lo facessero, non sarebbero sufficienti a garantire la piena operatività degli stabilimenti italiani. “Il governo smetta di fare propaganda – incalzano – e inizi a finanziare concretamente il settore automotive, dando finalmente una visione strategica per il futuro”.
Mentre cresce la preoccupazione tra i lavoratori, la FIOM ribadisce la necessità di una vera politica industriale e di un confronto strutturato tra istituzioni, sindacati e vertici aziendali.
