La crisi che sta travolgendo lo stabilimento Stellantis di Cassino getta un’ombra sempre più cupa sull’intero settore automotive nel Basso Lazio. In un territorio dove l’industria automobilistica rappresenta il motore economico principale, il futuro appare sempre più nebuloso e le certezze sembrano svanire di fronte a un’emergenza che non trova ancora soluzione.
Produzione in caduta e posti di lavoro a rischio
L’inizio del 2025 si è rivelato particolarmente difficile per lo stabilimento di Piedimonte San Germano. La produzione del modello elettrico Maserati è ferma dal 28 novembre 2024 a causa della mancanza di commesse, provocando un drammatico aumento delle fermate produttive e l’uso senza precedenti di contratti di solidarietà. Questa situazione ha scatenato una crisi a catena che coinvolge l’intera filiera dell’indotto, lasciando migliaia di posti di lavoro appesi a un filo sottile.
Una crisi al centro del dibattito
Il problema è stato recentemente discusso nel Consiglio territoriale della Uilm, tenutosi all’hotel Boschetto, dove il segretario provinciale Gennaro D’Avino ha lanciato un grido d’allarme: “Stiamo vivendo una grave crisi nel settore automotive che sta avendo un impatto devastante su tutta la provincia. Se continuiamo a ignorare il problema sperando che si risolva da solo, andremo incontro a un disastro economico”.
L’elettrico non basta: serve una strategia a lungo termine
Mentre l’industria globale si orienta verso l’elettrificazione, la transizione appare più complicata del previsto. La scelta di puntare esclusivamente sui veicoli elettrici non sembra sufficiente a garantire stabilità e crescita. “La mancanza di una politica industriale e di una strategia a lungo termine sta mettendo a rischio imprese, occupazione ed economia provinciale”, ha sottolineato D’Avino.
Un appello alle istituzioni
La situazione richiede un intervento coordinato che coinvolga le istituzioni locali, il governo nazionale e le autorità europee per evitare un collasso economico che potrebbe travolgere l’intero Basso Lazio. La necessità di una visione strategica e di investimenti mirati per diversificare l’industria locale è diventata ormai improrogabile.
Un territorio in bilico
La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino non è solo una questione aziendale ma un problema territoriale che rischia di impoverire ulteriormente un’area già segnata da difficoltà economiche. Il futuro dell’ automotive nel Basso Lazio dipenderà dalle scelte politiche e industriali dei prossimi mesi. Il tempo stringe e non c’è più spazio per l’indifferenza.
