La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino si fa sempre più grave. La mancanza di ordini sta paralizzando la produzione, e la possibilità di nuovi stop diventa sempre più concreta. La fabbrica, che aveva ripreso l’attività il 27 gennaio dopo quasi due mesi di fermo, rischia di chiudere nuovamente i cancelli già dal 24 febbraio, senza una data certa per la ripresa.
L’indotto soffre, rischio licenziamenti
La carenza di commesse non colpisce solo Stellantis, ma si ripercuote su tutto il suo indotto. Le aziende fornitrici lavorano a singhiozzo, con operai attivi uno o due giorni a settimana, solo quando la fabbrica è aperta. Un periodo di “vacanza forzata” che sta mettendo in ginocchio centinaia di famiglie.
A marzo, inoltre, scadranno gli ammortizzatori sociali per molte realtà del settore. Il segretario provinciale della Uilm Gennaro D’Avino, ha espresso preoccupazione per il futuro: senza nuovi strumenti di tutela, il rischio licenziamenti diventa sempre più concreto.
Un futuro incerto per lo stabilimento
Uno dei problemi principali resta la mancanza di modelli elettrici prodotti a Cassino. Nonostante l’esistenza del Maserati Grecale Full Electric, lo stabilimento non riesce a garantire una continuità produttiva. La crisi degli ordinativi sta portando a un drastico calo delle giornate lavorative: nei primi due mesi del 2025, lo stabilimento avrà lavorato solo 15 giorni in totale.
Intanto, le voci su una nuova serrata si fanno sempre più insistenti. La chiusura dello stabilimento potrebbe protrarsi almeno fino alla fine di febbraio, e senza segnali di ripresa del mercato, il futuro per i lavoratori di Cassino resta appeso a un filo.
