FROSINONE – La mediazione è difficile, complessa, forse decisiva. Non sarà semplice riannodare i fili del confronto all’interno della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli. Lo strappo consumatosi nell’aula di Palazzo Munari il 30 dicembre scorso appare profondo e tutt’altro che marginale, tanto da far parlare apertamente di resa dei conti tra Fratelli d’Italia e Lega.
Un punto di non ritorno, o quasi, è rappresentato dalla revoca delle deleghe agli assessori di Fratelli d’Italia, Alessia Turriziani (Servizi Sociali) e Simona Geralico (Cultura), decisa dal sindaco Mastrangeli. Un atto politico forte, definito da più parti come il “Rubicone” della crisi: superato quel confine, tornare indietro non sarà affatto semplice.
Nel complicato scenario politico cittadino, tuttavia, pesa un elemento tutt’altro che secondario: Frosinone è un comune capoluogo e, come tale, è sotto l’attenzione costante dei vertici regionali della coalizione di centrodestra. Non a caso, il parlamentare Paolo Trancassini, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia nel Lazio, ha chiesto immediatamente un chiarimento alla Lega, partito cui appartiene il sindaco Mastrangeli.
Una presa di posizione impossibile da ignorare, che ha portato alla convocazione di un vertice politico fissato per il 5 gennaio a Roma. Al tavolo siederà Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro, senatore e vicesegretario federale della Lega. Con ogni probabilità saranno presenti anche il sindaco Mastrangeli e il deputato Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, per verificare se esistano margini reali per una ricucitura politica. Al momento, però, nessuno è in grado di prevedere l’evoluzione della crisi.
Sul tavolo restano numerosi nodi irrisolti, a partire dall’impasto della Giunta, sollecitato da più parti fino al 30 dicembre. A complicare ulteriormente il quadro, le ultime quattro sedute consiliari caratterizzate dalla mancanza del numero legale, che hanno oggettivamente allargato il solco all’interno della maggioranza.
Da Fratelli d’Italia la linea è netta. Viene giudicato inaccettabile l’assenza di un confronto preventivo con il capogruppo consiliare e con il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Massimo Ruspandini. «Se Mastrangeli ritiene di poter governare da solo, faccia pure – è la posizione espressa – Fratelli d’Italia continuerà a difendere con serietà e coerenza il proprio ruolo e i propri rappresentanti, nel rispetto degli elettori e degli accordi politici alla base dell’unità del centrodestra».
Non manca una critica esplicita alla classe dirigente locale, con un passaggio che chiama in causa anche il rispetto del ruolo di Giorgia Meloni, sottolineando come questo non significhi automaticamente saper interpretare la funzione di guida politica nei territori e negli enti locali. Un messaggio chiaro, difficile da ignorare per i vertici regionali e nazionali del partito.
Infine, la lettera aperta del sindaco Mastrangeli indirizzata all’Onorevole Paolo Trancassini coordinatore regionale di FdI, assume i contorni di un vero e proprio ultimatum politico: o si ristabilisce un equilibrio chiaro e trasparente nei confronti dei cittadini, oppure occorre avere il coraggio di ammettere che l’esperienza amministrativa non regge più. In quel caso, viene indicata una sola strada possibile, definita “seria, limpida e democratica”: il ritorno alle urne.
Il vertice romano del 5 gennaio sarà dunque un passaggio cruciale. Da lì si capirà se la crisi potrà essere ricomposta o se, per il Comune di Frosinone, si aprirà una fase politica completamente nuova.
Crisi al Comune di Frosinone, maggioranza sull’orlo della rottura: vertice decisivo a Roma
