“Ho presentato un’interrogazione urgente per sapere quali provvedimenti la Regione Lazio intenda attuare per rimediare alla situazione grave e pericolosa per la salute pubblica che si viene a determinare con le parti esposte dell’ordinanza 9 relative alla gestione dei pazienti domiciliari affetti da Coronavirus, stante la mancata istituzione delle Unità speciali contro il coronavirus e l’illogico ricorso per la cura degli stessi ad una farraginosa e improbabile applicazione web.
L’applicazione Laziodrcovid è stata elaborata da un gruppo di lavoro regionale, ma non sono ben chiari i contorni della vicenda, sia in ordine alla costituzione del gruppo, sia alle modalità operative dello stesso, prive di pubblicità, sia in ordine al mancato parere delle altre OOSS della medicina generale, e si sottolinea altre in quanto è stato inserito nel gruppo un dirigente di una sola OS in maniera atta a configurare conflitto di interesse e prevaricazione di funzioni.
Le Unità Speciali costituiscono, oltre che un obbligo di legge, l’unico valido sistema per affrontare la cura dei pazienti in isolamento domiciliare, in assenza delle quali si viene a porre un indebito carico su atri servizi asl , con conseguenza anche sulla sicurezza sul lavoro degli operatori. La gestione del paziente in isolamento si è sempre fatta bene e regolarmente per telefono e WA, mentre la cosiddetta app laziodrcovid si presenta, anche per testimonianze dirette, impercorribile, compulsiva e a tratti francamente comica, né essa è nemmeno migliorabile in quanto del tutto erronea nei presupposti.
Ritengo quindi che si debba annullare l’ordinanza 9 nella parte relativa all’applicazione, per la sicurezza di pazienti e operatori e che si debba altresì annullare nella parte relativa alla valutazione per l’attivazione delle Unità Speciali, in quanto non c’è nulla da valutare, poiché attivarle rappresenta un obbligo di legge per le regioni, il cui mancato adempimento costituisce peraltro omissione di atti d’ufficio, salvo altre conseguenze per danni alla salute pubblica e violazione della sicurezza sul lavoro.”
Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli (Lega).
COMUNICATO STAMPA
