«Sei giorni per allestire un ospedale nei capannoni della Fiera». La previsione dell’assessore della Sanità Giulio Gallera trova fondamento nei progetti su cui sta lavorando giorno e notte Regione Lombardia insieme con la Fondazione Fiera Milano e inviati in queste ore alla Protezione civile. Sono rendering e disegni tecnici nei quali viene illustrato com’è possibile trasformare i padiglioni 1 e/o 2 in una mega Terapia intensiva da 600 posti letto. La Fiera stessa è in grado di garantire in tempi record i prefabbricati necessari, ossia «strutture temporanee mobili (…) previste di impianto di espulsione di aria filtrata, impianto gas medicinali, impianto elettrico dotato di continuità elettrica, pareti altamente isolate e certificate».L’idea iniziale è di costruire 20 scatole, ossia blocchi prefabbricati da inserire dentro i padiglioni, da 30 letti ciascuno, dove attaccare le macchine per la ventilazione meccanica.Via via che la progettazione sarà affinità si saprà di più. Il senso dell’iniziativa è di realizzare un ospedale tipo Wuhan nel centro di Milano, per trovare ogni soluzione possibile al bisogno crescente di posti in Rianimazione. Non bastano più i letti di Terapia intensiva ricavati nei corridoi, nelle sale operatorie e nelle stanze di risveglio. E neppure le dimissioni-lampo dei pazienti stabili trasferiti nelle case di riposo o nelle strutture di riabilitazione. Alla Protezione civile guidata da Angelo Borrelli viene chiesto di assicurare letti e respiratori. E poi c’è da trovare il personale, medici e infermieri.
Foto e fonte milano.corriere.it
Coronavirus, in Fiera Milano un nuovo ospedale da 600 posti in Terapia intensiva in una settimana
