Da oltre un anno la contrada Galoppino è costretta a convivere con una situazione definita ormai inaccettabile: un grave e continuo problema di approvvigionamento idrico che sta mettendo a dura prova la quotidianità dei residenti. A denunciare con forza il disagio sono Luana Zili e Mino Sordilli, esponenti del gruppo civico “Per Boville”, che hanno deciso di portare la vicenda all’attenzione delle istituzioni competenti.
Un diritto fondamentale come l’accesso all’acqua potabile viene, di fatto, sistematicamente negato a numerose famiglie della contrada. In molti casi i cittadini sono costretti a ricorrere a soluzioni di emergenza, come l’approvvigionamento tramite botti d’acqua, con evidenti disagi economici, logistici e igienico-sanitari.
Nel corso dei mesi non sono mancate le segnalazioni al gestore del servizio idrico, Acea Ato 5, nella speranza di una soluzione definitiva. Tuttavia, nonostante i ripetuti solleciti, il problema continua a persistere, senza risposte concrete e risolutive.
Di fronte a questa situazione di stallo, il gruppo “Per Boville”, in accordo con gli abitanti della contrada Galoppino, ha deciso di avviare una petizione con raccolta firme. L’iniziativa mira a dare voce a un disagio diffuso e prolungato nel tempo, evidenziando la gravità della condizione vissuta dai residenti e l’urgenza di un intervento strutturale.
La petizione è stata formalmente trasmessa tramite PEC ad Acea Ato 5 e a tutti gli organi istituzionali competenti, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla dimensione del problema e sollecitare una rapida e definitiva risoluzione. «Non è più tollerabile – sottolineano Zili e Sordilli – che nel 2026 ci siano cittadini costretti a vivere senza un servizio essenziale come l’acqua».
Ora la parola passa alle istituzioni e al gestore del servizio, chiamati a rispondere con atti concreti a una comunità che chiede semplicemente il rispetto di un diritto primario.
Contrada Galoppino senza acqua da oltre un anno: scatta la petizione del gruppo “Per Boville”
