Continuano a suscitare polemiche gli svolgimenti e, soprattutto, gli esiti dei concorsi pubblici nei vari ambiti della pubblica amministrazione. I cittadini sono a tal punto spossati dai ripetuti scandali ad essi legati da dare per scontato che ormai sia tutto manipolato, che sia già tutto deciso in partenza, che quasi quasi sia inutile parteciparvi. Poi ci sono anche quei concorsi di cui non si viene a sapere proprio niente, che chiamiamo “concorsi in sordina”, fatti per gli amici degli amici, frequentatori del sottobosco politico. E anche quegli altri in cui, chissà perché, ad un certo punto chi ha vinto rinuncia, per lasciare il posto al designato o alla designata di turno. Spesso, questi nostri discorsi vengono tacciati di moralismo, quando non di antipolitica. Ma noi non siamo né moralisti né, tanto meno, antipolitici. Anzi, noi rivendichiamo, da Movimento Civico Sanità e Territorio quale siamo, il nostro ruolo politico, e proprio perciò poniamo all’attenzione dell’opinione pubblica queste problematiche. Tutt’altro che moralistica, la nostra denuncia è tutta politica, perché riteniamo che tali comportamenti, anche se non generalizzati come teme la vulgata, portino gravi danni alla stessa politica, alle amministrazioni e, in definitiva, alla vita concreta delle persone. Quando poniamo con forza e tenacia la questione fondamentale della Trasparenza, per esempio disapprovando radicalmente la cancellazione dell’Albo Pretorio Storico a Sora, lo facciamo perché siamo consapevoli che quella volontà di nascondere provoca gravi danni alla vita collettiva. Quei comportamenti occultatori e manipolatori fanno danno alle persone che ne restano direttamente vittime, che perdono l’opportunità di un meritato posto di lavoro; alla credibilità dell’istituzione coinvolta nella manipolazione, che ne viene squalificata; ai cittadini, che si ritrovano nella pubblica amministrazione l’impiegato più raccomandato e non il più competente. Fanno danni gravissimi e ulteriori alla politica, già squalificata di suo. Ma, soprattutto, procurano un danno inestimabile al senso morale dei cittadini, soprattutto dei più giovani, ai quali si insegna che le capacità, l’impegno, la serietà, la costanza, la determinazione, insomma il tanto declamato merito, non serve a niente, perché ciò che conta, secondo il cattivo insegnamento ricevuto, è avere un santo, non così santo, in quel paradiso che somiglia tanto ad un inferno. Senza voler sparare nel mucchio e arrivare all’insopportabile motto del “sono tutti uguali”, è però certamente necessario porre immediatamente rimedio a questo ormai inaccettabile andazzo politicante. E a proposito, torna in mente l’assai energico monito di papa Wojtyla, che rivolto alla feccia mafiosa e simili urlava loro: Pentitevi!
Floriana Porretta
Presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio
Concorsi Pubblici, Porretta:” valanga di polemiche su i concorsi della pubblica amministrazione ed esiti”
