Colazione, fa bene o fa male? I nutrizionisti sono divisi: le cinque categorie

colazione

I pro

Se bilanciata, attenua l’assunzione di calorie nel resto della giornata aumentando attività, concentrazione, sensibilità all’insulina (importante per la sindrome metabolica). Riduce pressione, infiammazione e stress ossidativo.

I contrari

Eliminarla (non per bambini e adolescenti) è una strategia nel controllo di obesità e diabete tipo 2 essendoci poche evidenze di una correlazione tra il suo consumo regolare, una maggiore efficienza metabolica mattutina e la riduzione di peso. Inoltre, la diminuzione di appetito in seguito alla colazione ha un effetto di breve durata nelle ore successive della giornata.

I moderati

Dipende da che cosa si mangia. Colazioni grasse e proteiche (uova, affettati, formaggi, burro) necessitano di maggiore cautela nel resto del giorno per evitare problemi cardiovascolari e di linea. Leggere le etichette, preferire prodotti integrali, prestare attenzione a zuccheri (succhi di frutta, yogurt aromatizzati) e sale (cereali industriali) nascosti. Croissant e brioche sono ricchi in grassi saturi.

Pasto principale

Restringere l’assunzione calorica nella fascia oraria 8-14 aumenta la risposta delle cellule beta in casi di prediabete e ipertensione, comporta benefici a livello cardiovascolare ma non varia i livelli di colesterolo HDL o LDL (quello cattivo)

Mangiare o bere?

Importanti entrambi per migliore digestione, idratazione e diminuire i rischi di calcoli biliari e renali poiché innescano l’attività gastrica e svuotano la cistifellea dalla bile.

foto e fonte corriere.it

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