Ciacciarelli “La Regione Lazio deve recepire fino in fondo la normativa con specifici bandi per i professionisti “

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“I Finanziamenti europei per professionisti è la norma che recepisce la Raccomandazione europea del 6 maggio 2003, n.361, che assimila le libere professioni alle imprese. Ciò consente di riconoscere i professionisti come beneficiari dei fondi strutturali europei stanziati fino al 2020, gestiti dalla Commissione Europea, Stato e Regioni “, dichiara il Consigliere Regionale Pasquale Ciacciarelli, che prosegue “A seguito delle Raccomandazioni Europee, un emendamento approvato dal Governo ha equiparato le libere professioni alle imprese, pertanto, sulla base di questa decisione, i professionisti possono ora accedere, indipendentemente dalla forma giuridica, ai fondi strutturali europei 2014-2020. La Commissione Europea ha inoltre adottato un piano d’azione europeo per le libere professioni che consiste in un piano di rilancio e sostegno all’imprenditorialità, un piano d’azione chiamato “imprenditorialità 2020” cha ha come obiettivo quello di estendere ai professionisti i benefici già riconosciuti alle PMI e microimprese come ad esempio l’accesso facilitato al mercato, al credito con finanziamenti ad hoc e ai progetti promossi dalla Commissione Europea. Nello specifico, è stato previsto che i piani operativi POR e POS dei fondi strutturali FSE e FERS in programma fino al 2020, siano estesi anche ai professionisti in quanto equiparati alle PMI. Orbene, in questo contesto normativo, la Regione Lazio ha recepito solo in parte la nuova disciplina, prevedendo il solo bando “Voucher di garanzia “, che consiste in un contributo a fondo perduto, che può essere richiesto dalle PMI e dai liberi professionisti laziali, a valere sul costo sostenuto per l’ottenimento di una garanzia rilasciata da un confidi. Altre Regioni italiane a differenza del Lazio invece, come la Lombardia, la Toscana, la Campania e il Piemonte, hanno già attivato specifici bandi, ad esempio per gli avvocati come prevede la disciplina europea. Giova ricordare che le agevolazioni dei fondi europei per i professionisti riguardano, nella maggior parte dei casi, l’avvio di nuove realtà, come anche i due grandi comparti dell’imprenditoria giovanile e femminile. Soluzioni organizzate per programmi che, oltre al mero scopo di erogare fondi, si prestano anche, a seconda delle regioni, a offrire assistenza, tutoraggio e formazione. A tale scopo Confprofessioni ha presentato, nel corso del Congresso Nazionale dei Professionisti, i dati riguardanti l’impiego dei Fondi europei per la programmazione 2014-2020. Il dibattito ha evidenziato la criticità rappresentata dalle evidenti limitazione d’accesso a tali misure, che ancora colpiscono i liberi professionisti, a fronte di uno scarsissimo impiego effettivo delle risorse a disposizione del nostro Paese. Dei complessivi 1.000 miliardi di euro destinati a tutti gli Stati Membri, circa 200 miliardi vengono gestiti dalla Commissione europea attraverso i programmi a gestione diretta (direct management) e 800 miliardi vengono destinati ai Fondi Strutturali (shared management). I fondi strutturali europei per l’Italia ammontano a 132 miliardi per l’intero periodo: l’Italia, infatti, è lo stato europeo che ha avuto il maggiore finanziamento nella programmazione dei fondi strutturali 2020, ma presenta tra i più bassi tassi di utilizzo, pari al 2,4%. E’ indispensabile, quindi, che la Regione recepisca fino in fondo la normativa europea e consenta ai professionisti del Lazio e delle province di accedere, tramite bandi specifici, a tutte le agevolazioni previste, allo scopo di incentivare la crescita dell’imprenditoria giovanile e femminile e, quindi, creare nuove opportunità lavorative, in territori, come la provincia di Frosinone, dove il lavoro costituisce uno dei bisogni primari”, ha concluso il consigliere regionale Ciacciarelli.

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