La decisione dei vertici aziendali Ideal Standard di non prender parte al tavolo con i sindacati previsto presso il Ministero dello Sviluppo Economico è un vero affronto nei confronti dei 300 dipendenti che, negli anni di attività, hanno contribuito, attraverso un lavoro magistrale, ad accrescere il marchio Ideal Standard. Un simile atteggiamento denota, inoltre, poca considerazione ed un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di un territorio, quale la provincia di Frosinone, che ha ospitato finora l’azienda, e che sta vivendo forti criticità, acutizzatesi negli ultimi mesi, in termini di sviluppo industriale ed occupazionale. Credo che i 300 lavoratori, padri di famiglia, che debbono far fronte alle scadenze ordinarie, si pensi a quanti hanno acceso un mutuo, ad oggi non estinto, basandosi sull’ impiego presso la stessa azienda, ed a quante famiglie monoreddito vi sono tra i dipendenti, abbiano diritto a risposte esaustive alle proprie domande, non al mutismo. In virtù dei finanziamenti pubblici ottenuti dall’ azienda negli anni di attività, il territorio ed i lavoratori hanno diritto ad un trattamento diverso, ad un confronto aperto, per poter ricercare un accordo comune. Il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Lazio hanno il dovere materiale e morale di far si che l’azienda si apra al confronto, per poter inaugurare un percorso condiviso. Non possiamo permetterci di assistere ad un processo di delocalizzazione e di desertificazione industriale delle province, in questo caso, della provincia di Frosinone, rassegnandoci passivamente alle scelte di mercato di un’azienda che per anni ha ottenuto finanziamenti pubblici, ed ha accresciuto il proprio brand a livello internazionale anche grazie alla nostra manodopera, altamente qualificata.
Ciacciarelli, Ideal Standard. In virtù dei finanziamenti pubblici ottenuti, i lavoratori ed il territorio hanno diritto a risposte concrete
