“Chi ama Frosinone non fa terrorismo politico”: Mastrangeli rompe il silenzio e rilancia la sfida per il 2027

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A un anno dalle prossime elezioni comunali, il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, rompe il silenzio e replica con durezza alle critiche piovute nelle ultime settimane contro l’amministrazione comunale. Lo fa con toni netti, rivendicando il lavoro svolto e lanciando un messaggio politico che sa già di campagna elettorale: “Chi ama davvero Frosinone non alimenta terrorismo politico, aiuta la città a cambiare”.
Parole pesanti, che segnano un ulteriore irrigidimento del clima politico cittadino. Mastrangeli difende il programma amministrativo e al tempo stesso rilancia la sfida agli avversari, tracciando una linea chiara tra chi – a suo dire – fa propaganda e chi invece governa.
“La differenza tra propaganda e amministrazione è una sola: le opere restano”, sottolinea il primo cittadino, che rivendica risultati concreti e parla apertamente di un “progetto epocale di trasformazione della città”.
Secondo Mastrangeli, infatti, la città sta vivendo una stagione senza precedenti sul piano degli investimenti pubblici e della rigenerazione urbana. “Questa amministrazione – afferma – è quella che negli ultimi anni ha aperto, concluso e sta concludendo più cantieri, ottenuto più finanziamenti e avviato il più grande processo di trasformazione urbana che Frosinone abbia conosciuto negli ultimi decenni”.
Nel mirino del sindaco finiscono anche le accuse di immobilismo e le polemiche sui disagi causati dai lavori in corso. “Sulla città sono in corso investimenti per oltre 80 milioni di euro tra opere pubbliche, mobilità, infrastrutture, riqualificazioni e rigenerazione urbana. Una quantità di risorse che non si era mai vista dal dopoguerra ad oggi”, evidenzia.
Mastrangeli ammette le difficoltà legate ai cantieri e alla viabilità, ma le considera il prezzo inevitabile del cambiamento: “Non è più tempo di osservare i problemi della città, serve il coraggio di affrontarli”.
Tra i temi più caldi anche la riqualificazione di piazzale De Matthaeis, finita al centro delle contestazioni. Per il sindaco non si tratta di un fallimento, ma di “un intervento strategico collegato al progetto del BRT elettrico e alla riorganizzazione della mobilità urbana”.
Il messaggio politico, però, appare ancora più chiaro del contenuto amministrativo: la battaglia per il futuro di Frosinone è già iniziata. E il sindaco sembra intenzionato a combatterla senza arretrare di un passo.

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