Fa piacere che il presidente Rocca sia venuto a Ceccano, a visitare la Casa della Salute. Certo, saremmo stati più contenti se la visita non fosse strumentale alle elezioni amministrative e, soprattutto, ci avrebbe fatto piacere ascoltare parole più vicine alla realtà. Ma si sa, in campagna elettorale le promesse fioccano, peccato che, riguardo al tema specifico, vadano a scontrarsi con l’esistente, con i disagi che professionisti e utenti vivono tutti i giorni.
Ricordo al presidente e agli aspiranti amministratori di destra, che durante il governo cittadino guidato da Caligiore e targato FDI, il presidio sanitario di Ceccano è stato completamente ignorato. Ha subito solo depotenziamenti, tra cui la riduzione oraria del servizio SERD, in data 1 marzo 2024, contro cui mi sono battuta, ottenendo solo false promesse. Ricordo che ad agosto 2024 è stata a rischio chiusura la radiologia, per spostamento del personale infermieristico ad altri servizi. In quell’occasione l’ormai ex sindaco, ignorò completamente la richiesta di “aiuto” dello specialista radiologo. Se non avessi alzato io un polverone, con il supporto del sindacato SUMAI, il servizio non esisterebbe più. E ora si parla addirittura di TC con mezzo di contrasto! Lo sa Rocca che il tecnico di radiologia è assegnato a Ceccano solo per 16 ore settimanali, contro le 36 del medico, e che si tratta di tecnici che si dividono tra Pontecorvo, Ceccano e Ferentino? Ciò comporta di avere apparecchiature sempre spente, pur pagando la manutenzione. Lo sa Rocca che c’è un mammografo di ultima generazione utilizzato per sole 5 ore a settimana? Riassumendo, hai il medico radiologo, hai le apparecchiature, ma esegui prestazioni in numero minimo, perché mancano i tecnici e il personale per l’assistenza. Così, le liste d’attesa per una branca che è “ipercritica”, si allungano e le prestazioni vengono dirottate ai privati, esternalizzando il servizio. La verità è che Rocca, con lo scopo unico di aiutare gli amici impegnati nella campagna elettorale e in grande difficoltà, dopo i fatti del 24 ottobre e il nulla amministrativo degli ultimi otto anni, durante la sua visita, ha solo gettato fumo negli occhi ai ceccanesi, come fece, ad esempio, anche ad Anagni, dove oggi esiste un “servizio oncologico” praticamente fantasma. L’unica cosa positiva del suo passaggio a Ceccano, è stata la pulizia straordinaria degli ambienti esterni e interni del nostro presidio sanitario. La Sanità territoriale ha bisogno di programmazione, di concretezza. Di passerelle improvvisate a scopo propagandistico, ne abbiamo abbastanza.
Emanuela Piroli
