Un altro triste primato per Ceccano. Poche settimane fa sono stati resi noti i risultati di un’indagine condotta da Greenpeace Italia che, tra settembre e ottobre 2024, ha raccolto campioni di acqua potabile in 235 città italiane di tutte le Regioni e le province autonome, nell’ambito della sua campagna nazionale “Acque senza veleni”. Dalle analisi indipendenti effettuate presso un laboratorio certificato, è emerso che i PFAS sono presenti nel 79% dei campioni di acqua potabile analizzati. Dietro l’acronimo PFAS (sostanze perfluoro alchiliche, oppure acidi perfluoroacrilici) si nasconde il vasto gruppo dei composti chimici prodotti sinteticamente dell’uomo a partire dalla prima metà del secolo scorso. Difatti, il legame carbonio-fluoro non è presente in natura. Ed è proprio il legame C-F che le rende indistruttibili: resistono ai processi di degradazione fisica, chimica e biologica, operanti in natura. Resistono sia all’acqua che ai grassi, per cui hanno trovato un ampio campo di impiego per produrre innumerevoli prodotti: rivestimenti antiaderenti di pentole, contenitori per alimenti, sacchetti da popcorn per forno a microonde, impermeabilizzanti per tessuti, pelli, carta oleata, materassi, tappeti, divani, sedili, detersivi, insetticidi, pesticidi, utilizzati dalle industrie per produrre abbigliamento, cosmetici, imballaggi alimentari, usati nell’industria galvanica, in quella industria elettronica, nell’industria della gomma, nell’industria della plastica, in cartiere, attività estrattiva combustibili fossili, schiume antincendio, lubrificanti. Nell’analisi condotta da Greenpeace , le molecole più diffuse riscontrate nell’acqua potabile sono il cancerogeno PFOA, il composto a catena ultracorta TFA e il possibile cancerogeno PFOS. Recenti studi hanno mostrato che i PFAS possono causare danni al fegato, disturbi della tiroide, obesità, problemi di fertilità, malattie cardiovascolari e cancro; il costo per la salute pubblica dei PFAS è stimato in 52-84 miliardi di euro all’anno in Europa.
Nel Lazio, l’indagine ha interessato i comuni di Frosinone, Ceccano, Roma, Cerveteri, Guidonia, Viterbo, Tarquinia, Latina, Aprilia, Rieti. Il Comune in cui la contaminazione è risultata più elevata nel Lazio è Ceccano, dove i campioni prelevati hanno evidenziato PFAS, presenti tra 21 e 30 nanogrammi per litro d’acqua. I comuni analizzati, ordinati per valori massimi di PFAS (Parametro SOMMA DI PFAS, D.Lgs 18/2023) vedono primo Ceccano con un valore di 29,8. A dimostrazione della totale inefficienza e della fallimentare gestione della risorsa idrica nella provincia di Frosinone, è mai possibile che Acea – pur vessando i ceccanesi con le tariffe più alte in Italia, e con disservizi continui e vergognose negligenze – non abbia mai provveduto a effettuare le analisi delle acque potabili?
Fra l’altro I PFAS si formano a causa dei rifiuti industriali, degli sversamenti nelle acque e a causa delle discariche abusive che hanno contaminato pure i terreni; la contaminazione può avvenire anche per via indiretta perché se i Pfas sono stati sversati in dei terreni pure decenni fa oppure nell’acqua di un fiume utilizzata per irrigare frutta, verdura o cereali, anche il cibo che arriverà sulle nostre tavole conterrà Pfas. Oltre al danno, la beffa, insomma.
Ad oggi la presenza dei PFAS non è regolamentata nelle acque potabili nazionali e solo nel 2026 entrerà in vigore in Italia la direttiva europea 2020/2184 che impone dei limiti normativi in merito. I parametri di legge fissati a livello comunitario sono già stati superati dalle più recenti evidenze scientifiche e dalle valutazioni di importanti enti (come EFSA) tant’è che recentemente l’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) ha dichiarato i futuri limiti inadeguati a proteggere la salute umana. Alcune nazioni europee e gli Stati Uniti hanno già adottato limiti più bassi di quelli indicati dall’EEA. È paradossale che di fronte a prove inconfutabili circa i danni sanitari dei PFAS e la diffusa contaminazione che interessa le acque potabili italiane, il nostro governo continui a non intervenire su questa emergenza, non tutelando efficacemente salute e ambiente.. Eppure, ancora oggi non esiste nel nostro Paese una legge che vieti l’uso e la produzione di PFAS. Nell’ultima Legge di Bilancio è stato istituito un fondo per la riduzione dell’inquinamento da PFAS con risorse irrisorie rispetto a quelle che servirebbero per le sole attività di monitoraggio, studio e ricerca. Il governo italiano e la Commissione Europea devono immediatamente vietare l’uso di PFAS in Europa in tutti i prodotti, richiedere i costi di bonifica dell’inquinamento da PFAS alle aziende chimiche, stabilire standard più severi per i PFAS nelle acque superficiali e potabili.
Che fare nel frattempo? Ad esempio Utilizzare sistemi di filtraggio collegando direttamente le cartucce di carbone attivo al rubinetto. Preferendo questa soluzione all’utilizzo di acqua minerale in bottiglia si interverrebbe anche nella riduzione dell’utilizzo di plastica. I Comuni potrebbero dare degli incentivi ai cittadini che adottano questa soluzione, pure attraverso sconti su tasse comunali oppure premi coinvolgendo le attività commerciali locali. Un Comune attento all’ambiente deve fare analisi periodiche (dal costo di poche decine di euro) almeno alle fonti pubbliche, per garantire così l’accesso a una risorsa che sia più sicura per tutti. Ceccano è una città in cui l’inquinamento delle acque si accompagna a quello dell’aria e del suolo. Ceccano2030 è consapevole delle necessità di interventi strutturali in merito, rispetto ai quali anche l’amministrazione comunale deve fare la sua parte per la soluzione delle gravi problematiche che interessano il nostro territorio, e porteremo queste tematiche all’attenzione dei ceccanesi anche nell’imminente campagna elettorale. Siamo impegnati da tempo nel costruire una proposta seria, concreta, trasparente, partecipativa ed efficace per un’altra città possibile, quella che i cittadini vogliono vivere nel futuro: se vuoi che Ceccano cambi, cambiala insieme a noi! Il tempo per dare vita a un’idea alternativa di città è oggi, il futuro di Ceccano comincia adesso!
COMUNICATO STAMPA
