Lasciati gli arresti domiciliari, ma con l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza: questa la decisione del Giudice per le Indagini Preliminari di Frosinone, Ida Logoluso, nei confronti dell’ex sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, di Stefano Anniballi (66 anni, di Frosinone) e dell’ingegnere Stefano Polsinelli (47 anni, di Sora), coinvolti nella maxi inchiesta “The Good Lobby”.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura europea e condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone e dal Servizio Centrale Operativo di Roma, ha portato alla luce un presunto sistema corruttivo ben strutturato, incentrato sulla gestione dei fondi PNRR e sull’assegnazione pilotata di appalti pubblici.
Secondo il GIP, persistono le esigenze cautelari e i presupposti per l’applicazione di misure restrittive. Pur ritenendo non più necessaria la custodia domiciliare, il giudice ha imposto ai tre l’obbligo di dimora per evitare la reiterazione dei reati contestati e per monitorare eventuali contatti tra gli indagati.
L’associazione per delinquere e il “sistema Ceccano”
Il fulcro dell’indagine ruota attorno a un presunto sodalizio criminale. Caligiore, ex primo cittadino, è indicato come promotore e organizzatore dell’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Accanto a lui, con un ruolo centrale, figura Anniballi, definito dagli inquirenti il “tesoriere” dell’organizzazione: a lui sarebbe stata affidata la gestione materiale del denaro, custodito in un garage di Frosinone e redistribuito agli altri componenti del gruppo.
Ruolo di rilievo anche per Polsinelli, ingegnere di fiducia dell’amministrazione comunale, destinatario di numerosi incarichi legati a progetti finanziati dal PNRR, tra cui la realizzazione di un centro educativo per minori e il restauro del Castello dei Conti. Secondo gli investigatori, Polsinelli avrebbe orchestrato un sistema di nomine pilotate, imponendo tecnici e professionisti a lui vicini per simulare una rotazione negli incarichi.
Intercettazioni e documenti: una rete ben organizzata
A supporto delle accuse, una serie di intercettazioni ambientali che documentano il malcontento tra dipendenti comunali e il timore che l’intero sistema potesse essere smascherato. In particolare, in una conversazione captata nel maggio 2023, alcuni colleghi discutono apertamente delle pressioni esercitate da Polsinelli, accusato di gestire le nomine pubbliche come se fossero “sotto libro paga”.
Le indagini, destinate a proseguire per almeno altri sei mesi, stanno passando al vaglio una mole significativa di materiale sequestrato – tra chat, e-mail e documenti – che potrebbe allargare il perimetro dell’inchiesta.
L’attenzione resta alta: il caso “The Good Lobby” potrebbe rivelarsi uno degli scandali più rilevanti legati alla gestione dei fondi PNRR nel Lazio.
Ceccano, inchiesta “The Good Lobby”: Caligiore, Anniballi e Polsinelli lasciano i domiciliari ma restano sotto misura cautelare
