Molte zone di Ceccano senz’acqua da giorni o con l’acqua razionata. Cittadini che tornano a casa dopo estenuanti turni di lavoro e , se non hanno l’autoclave, nemmeno possono lavarsi . Un problema che, in realtà, si ripresenta ogni estate ormai da anni, senza che si sia fatto nulla per tentare di risolverlo. Acea Ato 5 S.p.A. a distanza di ormai ben 19 anni dall’inizio della gestione, non trova soluzioni per risolvere questo annoso problema che, oltretutto, si aggrava proprio nei periodi più caldi e torridi dell’estate. Alle tante domande che facciamo la risposta è sempre stata la totale inefficienza e la fallimentare gestione del gestore romano.! Ormai lo possiamo affermare senza rischio di smentita: la gestione Acea del servizio Idrico Integrato è il più grosso scandalo che questa provincia abbia mai conosciuto. Scandalo avallato dalla Politica che amministra, sia in maggioranza che in minoranza, e che in questo periodo sembra più orientata ad andare in ferie che a occuparsi delle vessazioni subite dai ceccanesi. La responsabilità del gestore e della politica sta nel non aver saputo o voluto, in tutti questi anni, “orientare gli investimenti verso il miglioramento delle infrastrutture e della qualità dell’acqua”. Si è cercato, invece, costantemente lo scontro e la colpevolizzazione dei cittadini che hanno, giustamente aggiungiamo, aperto contenziosi contro il gestore . Perchè la politica di governo non chiede conto dei mancati investimenti dal 2004 ad oggi? Come mai non chiede conto del perchè le perdite idriche sono attestate a circa l’ottanta %, contro il quaranta% circa del 2004? su mille litri ottocento vanno persi… A Ceccano l’amministrazione, che tramite il Sindaco Caligiore ha votato per rateizzare gli oneri concessori dovuti da Acea al comune per l’affitto delle infrastrutture idriche comunali,cosa aspetta a mettere in atto ogni azione utile al rispetto del contratto di gestione? La minoranza anche, che esprime a livello provinciale il presidente della Provincia e dell’Ato5, vuole pubblicamente fare pressione verso ques’ultimo per risolvere la questione oppure giochi di partito ne silenziano l’azione? Per quanto ci riguarda il problema è ,e continua ad essere, solo e soltanto politico! Non esistono scorciatoie o strade alternative. Basterebbe solo la volontà politica di rispettare e applicare l’esito referendario del 2011 e , per quanto riguarda la gestione Acea nei nostri territori, chiedere una nuova Risoluzione contrattuale per le gravissime inadempienze e per i mancati investimenti che, oltre a non aver portato ad un ammodernamento delle infrastrutture , continuano a far lievitare in modo vergognoso e assolutamente ingiustificato la percentuale di perdita e le già esose tariffe idriche. Rodotà, a sostegno della lotta ai beni comuni disse: “Rimediamo ai limiti del pubblico, non trasformiamo un bene comune in un bene privato, questo è un referendum che riguarda la sopravvivenza dei cittadini”. È ora di agire per far si che l’ insindacabile e sovrana volontà popolare espressa con il referendum del 2011 si traduca in realtà, contro ogni forma di mercificazione dell’acqua che resta, a tutti gli effetti, il bene comune, primario, vitale e universale per eccellenza”. Ci rendiamo conto che per far questo , in una città come Ceccano, c’è bisogno di un azione sinergica tra politica e comitati di lotta, avendo come faro la ripubblicizzazione del servizio idrico e il contrasto ad Acea senza se e senza ma. Ecco perchè siamo sempre più convinti che è il progetto di Ceccano2030 l’unico che può davvero ridare speranza alle cittadine e ai cittadini della nostra Città, l’unico al quale ci sentiamo di partecipare attivamente, l’unico che ha sinergia con il comitato acqua pubblica.
Comunicato stampa Ceccano a Sinistra – Foto archivio
Ceccano a Sinistra: “2024… l’Acqua manca e gli investimenti non ci sono!”
