Il collettivo Ceccano 2030 accoglie con favore la notizia della conclusa transazione tra il Comune di Ceccano e l’ATER, un’operazione che garantirà l’ingresso di 2,7 milioni di euro nelle casse comunali, con una prima tranche di circa trecentomila euro. Condividiamo la scelta dell’amministrazione di privilegiare la via transattiva rispetto a lunghe e incerte procedure esecutive, e quindi di garantire nell’immediato risorse fresche per il bilancio dell’ente, altresi’ siamo convinti che la disponibilità di questo capitale non può essere considerata solo un traguardo contabile, ma deve rappresentare l’inizio di una rigenerazione urbana attesa da decenni.
Il quesito che poniamo con forza è chiaro: come verranno investiti questi fondi? A nostro avviso, trattandosi di risorse derivanti da un contenzioso con l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale, riteniamo eticamente e politicamente doveroso che queste somme tornino, prioritariamente, lì dove sono state generate. È necessario investire nella riqualificazione delle case popolari e dei quartieri interessati, che oggi versano in condizioni di intollerabile abbandono e degrado urbano. Nel quartiere Di Vittorio, ad esempio, i residenti sono ancora privi di una rete fognaria adeguata. Nonostante ciò, i cittadini continuano a pagare regolarmente in bolletta ad ACEA i canoni di fognatura e depurazione, pur trovandosi poi costretti a sostenere privatamente le ingenti spese per l’autospurgo. È paradossale che, nel 2026 , si debba ancora parlare di assenza di servizi essenziali, soprattutto in un quartiere popolare. Chiediamo che con una quota specifica dei 2,7 milioni si riqualifichi, anche e per davvero, il campo “Protani”, uno spazio che non può ridursi a mero impianto ludico, trattandosi nei fatti dell’unico vero centro di aggregazione, incontro e svago per le famiglie e i giovani della zona. Chiediamo che sia riqualificato il contiguo spazio dedicato ai più piccoli, e che altri spazi come questo siano realizzati nelle aree degli altri quartieri popolari. Restituire dignità e investire sulla coesione sociale, assicurando alla collettività spazi di aggregazione sicuri e pienamente fruibili, pensati e programmati insieme alle cittadine e ai cittadini in un ottica di vera partecipazione. A questo chiediamo siano destinati i soldi provenienti dal contenzioso ATER.
Comunicato stampa Collettivo Ceccano 2030
Ceccano 2030: “Restituire dignità e investire sulla coesione”
