Una notte che doveva essere dedicata ai preparativi della tradizionale Parata del 2 Giugno si è trasformata in un incubo. A finire sotto la lente della Procura è la fuga di circa 35 cavalli, spaventati dall’esplosione di alcuni fuochi d’artificio durante le prove della manifestazione. Un episodio che ha provocato quattro feriti tra militari e forze dell’ordine e che, secondo molti testimoni, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Gli inquirenti stanno acquisendo decine di video pubblicati sui social e raccogliendo testimonianze per ricostruire con precisione quanto accaduto. Al centro delle indagini vi è l’accensione dei fuochi pirotecnici mentre i reparti a cavallo erano ancora fermi e schierati per l’avvio della parata. Il boato avrebbe terrorizzato gli animali, che si sono lanciati in una fuga incontrollata travolgendo persone e ostacoli lungo il percorso.
Particolarmente toccante il racconto di una delle donne in divisa rimaste ferite. In un messaggio ai colleghi ha descritto quei momenti come i più drammatici della sua vita, raccontando di aver temuto per la propria incolumità mentre il cavallo, fuori controllo, compiva movimenti improvvisi e pericolosi.
La Procura valuta possibili ipotesi di reato legate alle lesioni riportate dai feriti e all’utilizzo dei fuochi in un contesto pubblico particolarmente delicato. Sotto esame anche le responsabilità organizzative e operative che potrebbero aver contribuito all’incidente.
Intanto cresce il dibattito sulla sicurezza delle manifestazioni che coinvolgono animali e sull’opportunità di utilizzare effetti pirotecnici in presenza di cavalli. Resta la consapevolezza che, in quella notte di caos e paura, la città abbia davvero sfiorato una tragedia.
Cavalli impazziti nel caos dei botti: tragedia sfiorata, la Procura indaga
