Un anno che si chiude e uno che si apre esattamente nello stesso modo: con le linee ferme e l’incertezza che grava sul futuro. È ancora “profondo rosso” allo stabilimento Stellantis di Cassino, dove dopo le ferie forzate fino al 31 dicembre è arrivata, proprio alla vigilia di Capodanno, l’ennesima comunicazione di stop produttivo. Dal 2 al 16 gennaio resteranno infatti fermi i reparti di lastratura, verniciatura e montaggio, segnando l’avvio del 2026 sotto il segno dei fermi e delle preoccupazioni.
Un arresto che non sorprende più, ma che continua a pesare come un macigno su lavoratori e territorio. Il brindisi di fine anno si consuma nel silenzio delle linee inattive, lontane dall’annuncio di nuovi modelli e sempre più segnate da un progressivo calo degli addetti. Uno scenario che va ben oltre i cancelli dello stabilimento e che si riflette su un’intera area industriale in sofferenza.
La crisi dell’automotive, infatti, non colpisce soltanto Stellantis, ma si riverbera sull’intero indotto e sul tessuto economico locale, già messo a dura prova da mesi di rallentamenti, cassa integrazione e incertezze occupazionali. A pagare il prezzo più alto sono le aziende collegate, i servizi, il commercio e, soprattutto, le famiglie, strette in una morsa che al momento non sembra offrire una via d’uscita chiara.
A tracciare un bilancio durissimo è Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm, che non usa mezzi termini:
«Il 2025 resterà negli annali come un anno nero per Stellantis e per l’intero indotto del territorio di Frosinone. I numeri parlano chiaro: produzioni ridotte, incertezze occupazionali e tensioni crescenti».
Numeri che, come sottolinea il sindacato, raccontano solo una parte della realtà. Dietro le statistiche ci sono lavoratrici e lavoratori, famiglie, storie di vita che convivono quotidianamente con la paura di un futuro sempre più fragile.
Il nuovo stop di gennaio diventa così l’ennesimo segnale di una crisi strutturale che chiede risposte urgenti, industriali e istituzionali. Senza un cambio di rotta, avvertono i sindacati, il rischio è che il “profondo rosso” di oggi diventi una condizione permanente per Cassino e per l’intera provincia.
Cassino, Stellantis: nuovo stop produttivo e l’allarme dei sindacati
