Cassino, Stellantis: la crisi colpisce i lavoratori. Salari bassi e cassa integrazione, l’appello della FIOM-CGIL

FIOM-CGIL

L’industria automobilistica attraversa un periodo di profonda crisi, e lo stabilimento Stellantis di Cassino non fa eccezione. Produzioni ridotte, fermi continui e stipendi che spesso non superano i mille euro stanno mettendo in ginocchio i lavoratori. Il segretario della FIOM-CGIL di Frosinone e Latina, Andrea Di Traglia, lancia un appello per un intervento immediato sui salari e sulla cassa integrazione, chiedendo che venga retribuita al 100% rispetto all’attuale 65%.

Il settore automotive è sempre più in affanno: la domanda di veicoli è in calo, il passaggio al full electric procede a rilento e le sanzioni europee penalizzano pesantemente i motori endotermici. Il risultato è che gli operai dello stabilimento Stellantis si trovano costantemente in ammortizzatori sociali, con stipendi insufficienti per garantire una stabilità economica alle famiglie.

Anche l’indotto è in grave difficoltà. I lavoratori delle ditte collegate, come Trasnova, hanno garanzie occupazionali solo fino al 31 dicembre, mentre la produzione è ormai a singhiozzo. Gli operai della De Vizia hanno ottenuto una mini-proroga, ma solo ai fini di un possibile ricollocamento. Le altre aziende dell’indotto vivono in funzione dello stabilimento Stellantis e rischiano di essere travolte dalla crisi.

“Viviamo una situazione di crisi generalizzata, figlia di problemi che denunciamo da tempo. Il settore automotive rischia di sprofondare in un buco nero”, ha dichiarato Di Traglia. La FIOM-CGIL ha partecipato a una grande manifestazione con il sindacato europeo Abucusell, chiedendo interventi concreti e misure speciali per sostenere l’intera filiera dell’automotive a livello europeo.

La crisi dell’automotive non è più solo un problema industriale, ma un’emergenza sociale che colpisce intere comunità. Servono risposte immediate per evitare il tracollo del settore e garantire un futuro ai lavoratori.

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