Cassino, Stellantis in crisi: produzione giù del 45%. Timori per il 2025

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Il primo trimestre del 2025 ha sancito un nuovo minimo storico per lo stabilimento Stellantis di Cassino. La produzione è crollata del 45,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, facendo temere un drastico ridimensionamento dell’attività e l’ennesima ricaduta sull’occupazione.

La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino non conosce tregua. Dopo un 2024 chiuso con il peggior dato produttivo di sempre, il 2025 si apre con una flessione ancora più marcata: solo 4.655 unità prodotte nei primi tre mesi dell’anno, contro le 8.540 dello stesso periodo del 2024. Un crollo del 45,5% che aggrava le prospettive per l’intero anno, per il quale si stima un dimezzamento della produzione complessiva, con un possibile bilancio a 14.000 unità, contro le 25.000 già giudicate insufficienti nel recente passato.

A pesare sono stati soprattutto i continui fermi produttivi. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati ben 31, senza contare il mese di aprile, durante il quale le linee sono rimaste ferme. Le maestranze torneranno al lavoro solo il 6 maggio, ma l’incertezza è ancora alta: ogni riaccensione delle linee rischia di essere seguita da nuovi stop, complice la ridotta domanda e la carenza di modelli.

Parla chiaro il segretario generale della FIM-CISL, Ferdinando Uliano: “Anche il Grecale ha segnato una flessione drammatica: -70% rispetto all’anno precedente. Da 2.300 unità siamo scesi a 963. Giulia e Stelvio non fanno eccezione, con cali significativi che si riflettono sul totale”.

Le strategie industriali del gruppo e il futuro dello stabilimento restano al centro di una preoccupazione crescente tra i lavoratori e i sindacati. “Se non ci saranno nuovi modelli e una vera politica di rilancio – conclude Uliano – il 2025 rischia di essere un anno nero per Cassino”.

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