A Cassino la situazione è ormai insostenibile. Alla Stellantis, dove una volta si producevano auto con orgoglio e dignità, oggi regna l’incertezza. Salari bassi, produzione in picchiata e operai sempre più schiacciati sotto il peso degli ammortizzatori sociali. Il potere d’acquisto si sgretola, i turni si riducono al minimo, e la prospettiva di un futuro stabile si allontana.
È in questo contesto che la FIOM-CGIL ha indetto uno sciopero di quattro ore per turno. Una mobilitazione che non nasce da un capriccio, ma da una necessità: chiedere l’integrazione degli stipendi e un premio di risultato degno per chi, nonostante tutto, continua a tenere in piedi lo stabilimento.
Andrea Di Traglia, segretario FIOM-CGIL Frosinone – Latina, denuncia dati allarmanti: nel primo trimestre del 2025 sono state prodotte appena 4.665 auto, una flessione del 45%. Numeri mai visti da quando lo stabilimento esiste. E se la tendenza non si inverte, si rischia di chiudere l’anno con meno di 80 giornate lavorative. C’è chi lavora due o tre giorni al mese: è questa la normalità che ci vogliono far accettare?
Intanto è partita una raccolta firme, un appello diretto a Stellantis e alle istituzioni: non si può più fare finta di nulla. La crisi non è più un’eccezione, è diventata la regola. Ma c’è una cosa che non si può comprimere: la dignità dei lavoratori.
Stellantis, ora tocca a voi. La fabbrica è fatta di persone, non solo di numeri.
