La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino continua a far sentire i suoi effetti, colpendo duramente l’indotto metalmeccanico locale e l’economia del territorio. Il lavoro a singhiozzo, le incertezze sulle commesse future e i contratti in scadenza stanno mettendo in ginocchio decine di aziende e centinaia di lavoratori, lasciando spazio a una sola certezza: il futuro è più incerto che mai.
Indotto in affanno e contratti a rischio
Le aziende della componentistica e dei servizi legati a Stellantis sono in grande difficoltà. Il segretario provinciale della Uilm, Gennaro D’Avino, ha lanciato l’allarme: “Se questa è la politica adottata da Stellantis, il rischio per l’occupazione è altissimo.”
Tra le realtà più esposte troviamo:
- Atlas: 80 lavoratori, con un appalto in scadenza a settembre 2025.
- Iscot:l 45 dipendenti, anch’essi a rischio nel breve termine.
- Trasnova, Logitech e Teknoservice: aziende di servizio che, dopo battaglie e presidi ai cancelli Stellantis, hanno ottenuto una proroga dell’appalto fino al 31 dicembre 2025. Tuttavia, la loro sopravvivenza dipenderà dalle decisioni ministeriali.
Il nodo De Vizia e la sfida della riqualificazione
La situazione si complica con il caso De Vizia, azienda di pulizie che Stellantis ha deciso di internalizzare, trasferendo i lavoratori a Roma. Una decisione che ha generato disagi e incertezze, sia per la fattibilità del nuovo assetto lavorativo che per il destino di altre aziende dell’indotto con contratti in scadenza.
La crisi della monocommittenza – la dipendenza esclusiva da un unico committente – è un altro nodo cruciale. È indispensabile trovare nuovi clienti e avviare percorsi di riqualificazione per i lavoratori, adattandosi a un mercato in trasformazione.
Tavolo ministeriale il 20 marzo: le attese
L’appuntamento del 20 marzo al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) sarà determinante per capire il futuro di Trasnova e delle altre aziende in difficoltà. Si discuteranno strategie per garantire la continuità occupazionale e produttiva, ma le preoccupazioni restano alte.
Un futuro tutto da scrivere
Nel frattempo, lo stabilimento Stellantis continua a subire nuovi stop produttivi. Oggi lastratura e verniciatura sono ferme, mentre solo il montaggio è operativo. La produzione riprenderà domani, ma il rischio di ulteriori fermi è concreto. La crisi dell’auto pesa su Cassino e sul suo tessuto economico, e senza interventi concreti il 2025 potrebbe essere un anno drammatico per il lavoro e l’occupazione.
