Tre giorni di autentico terrore, una spirale di minacce sempre più inquietanti e una famiglia costretta a lasciare temporaneamente la propria casa per ragioni di sicurezza. È quanto vissuto dall’avvocato penalista Gabriele Picano, figura di spicco del panorama forense e politico locale, vicepresidente della Fondazione Policlinico Tor Vergata, finito nel mirino di una pesante escalation intimidatoria culminata con richieste estorsive e minacce di morte.
La vicenda affonda le radici già nello scorso settembre, quando il professionista aveva presentato una prima denuncia nei confronti del soggetto ritenuto responsabile. A dicembre era stato disposto un primo provvedimento cautelare con divieto di avvicinamento, ma nelle ultime settimane la situazione è drammaticamente degenerata.
Per due giorni consecutivi, Picano avrebbe ricevuto nuove inminacce di morte dirette. Al terzo giorno, la pressione criminale si sarebbe ulteriormente aggravata coinvolgendo anche i suoi familiari, con intimidazioni estese alla famiglia e una richiesta estorsiva di 50mila euro.
Un quadro gravissimo che ha spinto il noto penalista ad adottare misure straordinarie per proteggere sé stesso e i propri cari, trasferendosi temporaneamente in hotel e predisponendo un servizio di vigilanza privata presso la propria abitazione.
Determinante l’immediata reazione delle istituzioni. Grazie al lavoro congiunto del commissariato di polizia di Cassino e della Procura della Repubblica, il 24 aprile è stata eseguita un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti dell’indagato, che passa così dal divieto di avvicinamento agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le accuse contestate sono pesantissime: stalking e tentata estorsione. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe violato ripetutamente e consapevolmente le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, continuando a porre in essere comportamenti minacciosi, offensivi e gravemente intimidatori.
Il Gip del Tribunale di Cassino, accogliendo la richiesta della Procura, ha ritenuto incompatibile la permanenza di una misura meno restrittiva, disponendo così una tutela più incisiva per la vittima e per la collettività.
Lo stesso Gabriele Picano ha voluto ringraziare pubblicamente il vicequestore, gli agenti del commissariato di Cassino e la magistratura per la rapidità e l’efficacia dell’intervento, sottolineando la professionalità dimostrata in una situazione di estrema delicatezza.
Una vicenda che scuote profondamente Cassino e riporta l’attenzione sul tema della sicurezza, della tutela delle vittime di atti persecutori e dell’importanza di una risposta immediata e coordinata da parte dello Stato contro ogni forma di violenza e intimidazione.
Cassino sotto shock: minacce di morte e tentata estorsione contro l’avvocato Picano, scattano i domiciliari con braccialetto elettronico
