Cassino Plant, nuovo stop e paura per il lavoro: sindacati all’attacco, “Ora basta attese”

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Nuovo allarme sul fronte occupazionale nello stabilimento Stellantis di Cassino. Dopo l’annuncio di ulteriori stop produttivi per i prossimi giorni, cresce la preoccupazione tra lavoratori e sindacati per una situazione che appare sempre più critica. Nei primi cinque mesi dell’anno, gli operai sarebbero stati impegnati in fabbrica per poco più di venti giornate lavorative, un dato che alimenta timori per il futuro dell’intero comparto industriale del territorio. A lanciare l’ennesimo grido d’allarme è il segretario provinciale della Fim Cisl, Mirko Marsella, che parla di una crisi ormai non più sostenibile. “Il tempo è scaduto – sottolinea – continuare ad attendere significa perdere posti di lavoro, competenze e prospettive per centinaia di famiglie”.Secondo il sindacato, non bastano più rassicurazioni generiche: servono nuovi modelli produttivi, investimenti concreti e una strategia industriale capace di rilanciare il sito cassinate. L’attenzione della politica si sarebbe alzata negli ultimi mesi, ma per i rappresentanti dei lavoratori è necessario passare dalle parole ai fatti.La manifestazione del 21 marzo scorso aveva già acceso i riflettori sulla vertenza, mostrando la compattezza dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali. Ora, però, la richiesta è chiara: risposte immediate da Stellantis per evitare che la crisi produttiva si trasformi in una vera emergenza sociale.

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