CASSINO — Nuovi fermi produttivi scuotono lo stabilimento Stellantis di Cassino, mentre cresce la tensione sociale in tutto il territorio. A lanciare l’allarme è Andrea Di Traglia, che parla apertamente di un’area «in ginocchio» e di una situazione non più sostenibile per lavoratori e famiglie. «Il tempo è poco e i lavoratori stanno pagando il prezzo più alto», avverte, invocando una mobilitazione generale.
Il dato che più di ogni altro fotografa la gravità della crisi è quello relativo ai giorni effettivi di produzione dall’inizio dell’anno: appena dieci. Un numero che racconta da solo la profondità delle difficoltà che stanno attraversando lo stabilimento e l’intero comparto dell’indotto, con linee a singhiozzo e migliaia di addetti sospesi tra cassa integrazione e incertezza occupazionale.
Secondo la FIOM-CGIL di Frosinone e Latina, la situazione non è frutto del caso ma la conseguenza di scelte industriali ritenute insufficienti e di continui rinvii sul fronte dei nuovi modelli e della transizione elettrica. Le versioni di nicchia annunciate negli ultimi mesi, sostengono dal sindacato, non sono in grado di garantire la saturazione degli impianti né di restituire prospettive concrete a un territorio già provato dalla contrazione dei volumi produttivi.
Ancora più critica appare la condizione delle aziende dell’indotto, strette tra cassa integrazione, contratti di solidarietà e vertenze aperte. Un effetto domino che sta investendo l’intero tessuto economico locale, con ripercussioni dirette su commercio, servizi e bilanci familiari.
Il clima è quello di una crescente emergenza sociale ed economica. Da più parti si chiede un confronto immediato con il Governo per definire il futuro dello stabilimento e scongiurare ulteriori rinvii. «Tutti i nodi stanno arrivando al pettine — sottolinea Di Traglia — ed è scoccata l’ora della mobilitazione».
Nel frattempo, lavoratori e sindacati restano in attesa di segnali concreti sul piano industriale e sui nuovi investimenti, consapevoli che dalle decisioni dei prossimi mesi dipenderà non solo il destino della fabbrica, ma quello di un intero territorio storicamente legato all’automotive.
Cassino, nuova ondata di stop alla Stellantis: sindacati e territorio verso la mobilitazione
