Cassino, l’anno nero di Stellantis: 105 giorni di fermo e meno di 20 mila auto prodotte

CATENA DI MONTAGGIO STELLANTIS

Lo stabilimento Stellantis di Cassino non riesce a interrompere l’emorragia produttiva e continua a restituire l’immagine di una fabbrica sospesa più nell’attesa che nella produzione. I numeri certificano un primato amaro: 105 giorni di fermo in un solo anno e meno di 20.000 autovetture uscite dalle linee, un dato che pesa come una sentenza.
È una fotografia severa e spietata dello stato di salute di un sito industriale. Ammortizzatori sociali e lavoro a singhiozzo scandiscono la quotidianità, mentre l’organico si è progressivamente assottigliato fino a circa 2.200 unità, riducendo la fabbrica a un’ombra della sua forza storica.
A rendere il quadro ancora più fragile è la mancata missione produttiva, tra rinvii e incertezze che sembrano trovare cittadinanza solo in questo territorio, martire — come denunciato con chiarezza in occasione della presentazione del Report 2025 — di scelte rinviate e promesse mai tradotte in un orizzonte industriale definito.
Cassino, un tempo simbolo di continuità e centralità manifatturiera, oggi appare prigioniera di attese e ferite aperte, con un futuro che continua ostinatamente a faticare a prendere forma. Un limbo produttivo che non riguarda soltanto la fabbrica, ma l’intero tessuto economico e sociale del territorio

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