La crisi dell’automotive non può più essere affrontata soltanto attraverso tavoli di crisi e interventi emergenziali. È questo il messaggio che arriva dal mondo sindacale, con la Uilm-Uil che rilancia la necessità di una vera strategia industriale capace di rimettere in moto il settore e salvaguardare occupazione e competenze.
Al centro della discussione c’è anche lo stabilimento Stellantis di Cassino, considerato uno dei nodi più delicati del sistema produttivo nazionale. Per Fabrizio Fiorito, segretario generale della Uilm di Roma e coordinatore regionale Uilm Lazio, la situazione impone un cambio di passo: non bastano più interventi isolati, ma serve una collaborazione concreta tra istituzioni, politica, sindacati e associazioni datoriali.
Il problema, viene sottolineato, non riguarda esclusivamente il futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano, ma l’intero sistema industriale della provincia di Frosinone e il vasto indotto che ruota attorno all’automotive. Una crisi prolungata rischia infatti di produrre conseguenze anche sulle numerose aziende che negli anni hanno costruito competenze e professionalità attorno alla produzione automobilistica.
La Uilm chiede quindi al Governo strumenti adeguati per affrontare l’emergenza e una programmazione industriale di lungo periodo. Tra le priorità indicate figurano investimenti, innovazione, riqualificazione professionale e il rilancio della capacità produttiva.
Nel frattempo, l’attenzione resta alta in vista dell’incontro annunciato a Torino il prossimo 20 ottobre, convocato per discutere del futuro dell’automotive italiano e delle prospettive degli stabilimenti.
Per Cassino, la posta in gioco è particolarmente alta: non soltanto difendere i posti di lavoro attuali, ma evitare che anni di competenze industriali e professionalità vadano dispersi.
Cassino, l’allarme sull’automotive: “Serve futuro”
