Cassino – La crisi del settore automotive continua a pesare in maniera drammatica sull’economia del territorio, spingendo il tessuto produttivo e commerciale verso una progressiva fase di collasso. I dati del primo semestre 2025 parlano chiaro: a fronte di 15 nuove aperture, si registrano 28 chiusure di attività, segno di un sistema che fatica a reggere l’urto della congiuntura negativa.
Il calo dei consumi interni, già in flessione da tempo, rappresenta un ulteriore campanello d’allarme. La contrazione della domanda sta infatti colpendo in modo diretto il commercio al dettaglio, costretto a misurarsi con clienti sempre più cauti e orientati a ridurre le spese al minimo indispensabile.
Al centro di questo scenario resta la situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino, un tempo cuore pulsante dell’economia provinciale e oggi epicentro delle difficoltà. I ripetuti stop produttivi, che si traducono in periodi di fermo e in cassa integrazione per centinaia di lavoratori, hanno generato un effetto a catena sull’intero indotto. Le buste paga alleggerite riducono il potere d’acquisto delle famiglie e innescano un circolo vizioso che impoverisce ulteriormente il tessuto locale.
L’industria automobilistica, che per decenni ha rappresentato un volano di sviluppo, sembra oggi simbolo di un declino strutturale che rischia di compromettere non solo il futuro occupazionale, ma anche la tenuta sociale di un territorio sempre più fragile.
Cassino, la crisi dell’automotive trascina con sé l’economia locale
