Cassino: Gli operai della De Vizia tornano in presidio davanti a Stellantis

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Il grido unanime: “Faremo tutto per salvaguardare il lavoro”

La tensione cresce tra i lavoratori della De Vizia, che ieri mattina si sono nuovamente radunati in presidio davanti all’ingresso 2 dello stabilimento Stellantis di Cassino. Con megafoni e striscioni, hanno ribadito la loro richiesta urgente di risposte dalla dirigenza Stellantis sul futuro occupazionale di 32 operai e delle loro famiglie.

Dopo circa 80 giorni di sciopero, la situazione resta immutata: una proroga del contratto fino al 31 gennaio e poche certezze per il futuro. “Siamo arrivati agli sgoccioli,” hanno dichiarato i lavoratori. “La dirigenza fa finta che non esistiamo, ma dietro ognuno di noi ci sono famiglie che aspettano risposte. Useremo ogni mezzo possibile per difendere il nostro lavoro.”

Un primo giorno tra disagi e incertezze
Ieri, lo stabilimento Stellantis ha riaperto dopo due mesi di stop, ma la ripresa è stata tutt’altro che semplice. Secondo quanto riportato da Gennaro D’Avino, segretario provinciale della Uilm, i problemi non sono mancati: su 180 vetture previste, solo 45 sono state prodotte. Questo ha causato il rientro anticipato per i lavoratori di aziende come Logitech e Teknoservice, mandati a casa per la mancanza di lavoro dovuta ai rallentamenti.Intanto, sulle linee di montaggio è iniziata la presenza di Trigo Italia, subentrata come fornitore unico al posto delle aziende del territorio che per anni hanno operato nello stabilimento. La scelta ha sollevato preoccupazioni e critiche, soprattutto per il futuro dei contratti di appalto che scadranno lungo il 2025.

L’incertezza regna sovrana
La situazione si complica ulteriormente per i lavoratori della De Vizia, con Stellantis che continua a ventilare l’ipotesi di internalizzare il servizio, ma senza fornire conferme. Una scelta che lascia le famiglie in bilico, in un mare di dubbi e angosce.

Con il 31 gennaio alle porte, la preoccupazione cresce non solo per i 32 operai della De Vizia, ma anche per i dipendenti delle aziende di servizio collegate allo stabilimento. “Il tempo stringe, ma noi non molleremo. La nostra lotta è per il lavoro e per il futuro delle nostre famiglie,” hanno concluso i lavoratori.

Foto di repertorio

 

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