Cassino (FR) – Deplorevole discriminazione in un circolo bar

deplorevole
《Vi prego di leggere quanto scrivo! 》- cosi comincia il post su Facebook di Mary Tomasso, un assistente sociale nata a Cassino e sposata con Biko, anche lui assistente sociale, nato nello Zambia ma regolarmente residente in Italia, che racconta quanto accaduto a suo marito nella tarda mattinata di oggi nella città martire -《 Cassino, ore 13:00. Mio marito stacca dal lavoro. Fa caldo, si ferma in un “bar” a prendere una bibita fresca. La “Gentile” proprietaria incassa quanto “dovuto”. Mio marito si siede a consumare la meritata bibita fresca ignaro di essersi ritrovato nel covo di madre IGNORANZA. Nel frattempo l”educata” proprietaria intrattiene gli altri “molto più degni” clienti con uno sproloquio dai toni “QUESTI NEGRI DI MERDA” “QUESTI NEGRI DI MERDA”. Mio marito mi telefona e sento le rime gentili di sottofondo. Arrivo nel giro di due minuti nel locale e mi rivolgo alla proprietaria cercando EDUCATAMENTE di farle capire quanta vergogna e disumanità si respirasse in quelle quattro mura. La guerriera, sulla difensiva, mi caccia dal locale come a rivolgersi ad una Criminale. Mi dice “questa è proprietà privata! È un circolo privato!!!! Devi andare fuori!!!!” Cavolo, la birra a mio marito l’hai venduta, non gli hai detto che non essendo tesserato non poteva acquistare nulla!!!!” L’euro e venti nel negro di merda lo hai preso! Non ti faceva schifo quanto le mani di chi te li ha dati!!!! Alla fine mi dice “Tu te ne vai affanculo sotto i miei piedi”. Gentile donna ti ringrazio per quanto mostrato… Biko, amore mio continuiamo a RIMANERE UMANI!》La coppia è conosciuta e ben stimata in città e per questo i commenti di indignazione, sgomento e solidarietà aumentano di minuto in minuto sotto il post diventato subito virale  ma la co-titolare del bar successivamente, in una replica, sostiene di non aver insultato nessuno ma di essere stata “aggredita” dal giovane assistente sociale. Anche se poi nessuno ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Nessuna richiesta di aiuto è infatti arrivata ai centralini del 112 o del 113 ed è una versione a cui pochi in città credono. Alcune fonti invece rivelano che il fratello della donna abbia invece contattato telefonicamente la signora Mary Tomasso e le abbia chiesto scusa per quanto accaduto.
Lu.Re.

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