La notizia era nell’aria già da diversi giorni ma solo nelle scorse ore c’è stato il passaggio di consegne davanti al “provinciale”: Angela Abbatecola è la nuova coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia e succede a Enrico Iemma che ha guidato il partito dalle ultime amministrative fino ad oggi.
Per molti anni FdI ha avuto i medesimi rappresentanti, che hanno gestito momenti importanti della vita politica locale. Perché questa decisione di cambiare a Cassino?
«La decisione è stata voluta dai vertici dei partito, a tutti i livelli, a cominciare da Roma. In realtà non aspiravo certamente a sostituire il mio predecessore, ma penso -come hanno pensato gli Organi di partito- che fosse necessario un ruolo altamente politico per la mia città. Si è ritenuto che il partito dovesse ripartire in maniera forte dalle origini e quindi dai temi identitari che caratterizzano da sempre la nostra storia. In questo senso credo di poter interpretare quel cambio di passo che il presidente Giorgia Meloni sta chiedendo a gran voce a tutta la militanza della destra; è in quest’ottica che si deve inquadrare la mia nomina. Sarà per me motivo di vanto aggregare anche quelle anime dal mondo moderato e che vorranno trovare in FdI la casa politica ideale, come il gruppo che fa capo all’amico Gabriele Picano, con il quale ho già condiviso un’avvincente campagna elettorale e che sono sicura sarà un importante valore aggiunto per la politica in tutto il cassinate. Riorganizzazione e rilancio della presenza e dell’azione politico e amministrativa: queste sono le priorità che hanno condotto al cambio di passo».
Da mesi esiste un rapporto con la maggioranza comunale quanto meno tormentato. Fino ad ora i vertici locali non avevano preso una posizione netta nei confronti del sindaco Carlo Maria D’Alessandro: qual è la situazione?
«Già il Presidente provinciale Paolo Pulciani e il sen. Massimo Ruspandini erano stati chiarissimi: Fratelli d’Italia è fuori dalla maggioranza consiliare, il che comporta essere distanti anche politicamente dall’amministrazione cassinate. Sarà mia cura valutare se esistono margini di un rapporto nuovo basato sul principio della pari dignità e della condivisione, ma, al momento, l’unità del Centrodestra a Cassino non c’è più».
Quindi lei ufficialmente non riconosce il consigliere Rosario Franchitto come esponente del suo partito?
«Premesso che il consigliere comunale Franchitto che con il suo comportamento si è di fatto posto da solo al di fuori di Fratelli d’Italia non riconoscendo le indicazioni ricevute dagli organi del partito, posso solo confermare che della vicenda si stanno occupando i probiviri. Il consigliere al momento non dispone della titolarità del simbolo»
L’accordo pre-elettorale per poi è ancora valido e vincolante?
«Non siamo mai stati noi a denunciare gli accordi pre-elettorali. Siamo abituati a mantenere la parola data. Sta al sindaco e alla sua maggioranza, da cui ci allontanano attualmente anche forti e serie divergenze programmatiche, assumersi la responsabilità di una scomposizione del cartello elettorale che lo ha condotto alla vittoria. D’Alessandro dovrebbe ricordare la storia, che dimostra che i voti della destra sono determinanti nelle vittorie e nelle sconfitte. Per quanto mi riguarda, ritengo quindi doveroso intavolare un dialogo nuovo basato su un confronto politico e programmatico»
La Lega a livello nazionale ha abbandonato i vecchi alleati. Ci saranno ripercussioni a livello locale?
«E’ indubbio che la situazione è particolare e delicata. Se a livello nazionale è Salvini ad aver mollato gli ormeggi, a Cassino la fuga solitaria è tutta di Forza Italia e del suo sindaco. Significa che vogliamo recuperare Forza Italia, ma solo se vuole rispettare gli accordi seriamente. Io ho intenzione di incontrare a breve i coordinatori cittadini di Forza Italia, Lega e Noi con l’Italia, e poi anche i rappresentanti che le liste civiche vorranno indicarmi. Ma non dimentico le realtà extra-consiliari con cui è ipotizzabile un percorso, sin dal futuro immediato»
Il suo partito guarderà più a destra rispetto al passato. Quali saranno i primi segnali di svolta?
«La prima sfida per me sarà quella di ristabilire un metodo chiaro e coerente nelle scelte operate dal partito. Sarà una sfida avvincente quella di proseguire il lavoro di aggregazione, che ho già sperimentato nella passata campagna elettorale, di tutta la destra, che da troppo tempo non riesce a collocarsi in una casa comune».
Pensa ad un cartello elettorale che si pone al di fuori del centrodestra o vuole spostare l’asse in una città notoriamente moderata come Cassino?
«Voglio lavorare per un allargamento a destra di una vera alleanza di centrodestra coinvolgendo tutte le anime attive in città»
Come giudica il risultato elettorale nazionale di FdI?
«A livello locale il risultato alle politiche di Fratelli d’Italia non è stato soddisfacente anche alla luce del fatto che avevamo presenze importanti a livello amministrativo, inutile negarlo. Probabilmente è stato preso sotto gamba un impegno che andava invece garantito. Qualcuno a Cassino ha pensato che i voti sarebbero venuti da soli, perché il nostro leader Giorgia Meloni piaceva e piace. Non è mai così: i voti bisogna sudarseli sul campo, con le azioni e con le idee»
E invece il suo risultato alle Regionali?
«Personalmente lo ritegno molto soddisfacente anche perché la compagine che mi ha preceduto ha scelto di sostenere, sotto un certo profilo correttamente, candidature più moderate. Ma non era e non è quello che occorre al partito, e su questo c’è accordo unanime con Fabio Rampelli, Francesco Lollobrigida, Marco Marsilio e Giancarlo Righini. In ogni caso, penso davvero che il mio risultato personale su Cassino e sul Cassinate rappresenti un ottimo viatico per riannodare il percorso di oggi a quello della destra storica del MSI e di AN»
Lei ha la delega provinciale alla cultura. Come inciderà sul territorio?
«Ho in mente diverse iniziative e incontri culturali con autentiche autorità del nostro mondo per tracciare la rotta ideale che ahimè in tutta la provincia non ha trovato spazio in questi anni ad eccezione della “roccaforte” di Ceccano, a cui guardo come a un esempio positivo da imitare. Certo ritengo che la cultura elargita dalle istituzioni debba assolutamente essere gratuita e alla portata di tutti. Ritengo grave che un’amministrazione come quella di Cassino organizzi le più importanti manifestazioni dell’anno a pagamento».
Ora dica la verità e ci descriva la situazione all’interno del Partito…
«Molto semplice. Dopo anni di ruoli non distinti e non chiari, va dato atto al coordinatore provinciale Paolo Pulciani di aver cominciato a mettere ordine nella struttura. Permangono differenze all’interno del partito con un’area identitaria e una più moderata che devono rappresentare una risorsa di crescita piuttosto che motivo di conflitto; in questo confido molto nella saggezza di persone come Alessandro Foglietta; sulla nuova dirigenza provinciale di Paolo Pulciani; sulla leadership popolare del nostro senatore Ruspandini. Ma soprattutto, intendo avvalermi su Cassino anche di tutto il mondo che gravita intorno a Danilo Evangelista: persone giovani, motivate e di valore che rappresentano novità, freschezza e dinamismo»
Quale potrà essere l’apporto del vostro senatore per la città?
«Il partito ha una chance unica per crescere. Massimo Ruspandini è destinato ad essere il leader provinciale del centrodestra ancora per molti anni: la sua avventura è appena cominciata, e io sono orgogliosa di aver fatto parte della sua squadra fin dagli inizi. Le sue capacità gli consentiranno di dare una svolta decisiva a tutta la provincia»
Quali saranno le battaglie del partito in città?
«Porterò avanti quella contro la ludopatia, che mi sta molto a cuore e rappresenta un’urgenza sul nostro territorio. C’è la questione ambientale che vorrei approfondire con tutte le associazioni attive; ma soprattutto credo che sarà necessario mettere mano, senza veli di ipocrisia legati al garantimento di certe posizioni amministrative, allo scottante problema della sicurezza, che è inevitabilmente legato al tema del business dell’accoglienza. A questo punto, penso che, ormai superato il modello attuale, dobbiamo trovare una soluzione all’invasione, ormai neanche strisciante, a cui stiamo assistendo nel silenzio complice e a volte interessato delle Istituzioni»
Da mesi esiste un rapporto con la maggioranza comunale quanto meno tormentato. Fino ad ora i vertici locali non avevano preso una posizione netta nei confronti del sindaco Carlo Maria D’Alessandro: qual è la situazione?
«Già il Presidente provinciale Paolo Pulciani e il sen. Massimo Ruspandini erano stati chiarissimi: Fratelli d’Italia è fuori dalla maggioranza consiliare, il che comporta essere distanti anche politicamente dall’amministrazione cassinate. Sarà mia cura valutare se esistono margini di un rapporto nuovo basato sul principio della pari dignità e della condivisione, ma, al momento, l’unità del Centrodestra a Cassino non c’è più».
Quindi lei ufficialmente non riconosce il consigliere Rosario Franchitto come esponente del suo partito?
«Premesso che il consigliere comunale Franchitto che con il suo comportamento si è di fatto posto da solo al di fuori di Fratelli d’Italia non riconoscendo le indicazioni ricevute dagli organi del partito, posso solo confermare che della vicenda si stanno occupando i probiviri. Il consigliere al momento non dispone della titolarità del simbolo»
L’accordo pre-elettorale per poi è ancora valido e vincolante?
«Non siamo mai stati noi a denunciare gli accordi pre-elettorali. Siamo abituati a mantenere la parola data. Sta al sindaco e alla sua maggioranza, da cui ci allontanano attualmente anche forti e serie divergenze programmatiche, assumersi la responsabilità di una scomposizione del cartello elettorale che lo ha condotto alla vittoria. D’Alessandro dovrebbe ricordare la storia, che dimostra che i voti della destra sono determinanti nelle vittorie e nelle sconfitte. Per quanto mi riguarda, ritengo quindi doveroso intavolare un dialogo nuovo basato su un confronto politico e programmatico»
La Lega a livello nazionale ha abbandonato i vecchi alleati. Ci saranno ripercussioni a livello locale?
«E’ indubbio che la situazione è particolare e delicata. Se a livello nazionale è Salvini ad aver mollato gli ormeggi, a Cassino la fuga solitaria è tutta di Forza Italia e del suo sindaco. Significa che vogliamo recuperare Forza Italia, ma solo se vuole rispettare gli accordi seriamente. Io ho intenzione di incontrare a breve i coordinatori cittadini di Forza Italia, Lega e Noi con l’Italia, e poi anche i rappresentanti che le liste civiche vorranno indicarmi. Ma non dimentico le realtà extra-consiliari con cui è ipotizzabile un percorso, sin dal futuro immediato»
Il suo partito guarderà più a destra rispetto al passato. Quali saranno i primi segnali di svolta?
«La prima sfida per me sarà quella di ristabilire un metodo chiaro e coerente nelle scelte operate dal partito. Sarà una sfida avvincente quella di proseguire il lavoro di aggregazione, che ho già sperimentato nella passata campagna elettorale, di tutta la destra, che da troppo tempo non riesce a collocarsi in una casa comune».
Pensa ad un cartello elettorale che si pone al di fuori del centrodestra o vuole spostare l’asse in una città notoriamente moderata come Cassino?
«Voglio lavorare per un allargamento a destra di una vera alleanza di centrodestra coinvolgendo tutte le anime attive in città»
Come giudica il risultato elettorale nazionale di FdI?
«A livello locale il risultato alle politiche di Fratelli d’Italia non è stato soddisfacente anche alla luce del fatto che avevamo presenze importanti a livello amministrativo, inutile negarlo. Probabilmente è stato preso sotto gamba un impegno che andava invece garantito. Qualcuno a Cassino ha pensato che i voti sarebbero venuti da soli, perché il nostro leader Giorgia Meloni piaceva e piace. Non è mai così: i voti bisogna sudarseli sul campo, con le azioni e con le idee»
E invece il suo risultato alle Regionali?
«Personalmente lo ritegno molto soddisfacente anche perché la compagine che mi ha preceduto ha scelto di sostenere, sotto un certo profilo correttamente, candidature più moderate. Ma non era e non è quello che occorre al partito, e su questo c’è accordo unanime con Fabio Rampelli, Francesco Lollobrigida, Marco Marsilio e Giancarlo Righini. In ogni caso, penso davvero che il mio risultato personale su Cassino e sul Cassinate rappresenti un ottimo viatico per riannodare il percorso di oggi a quello della destra storica del MSI e di AN»
Lei ha la delega provinciale alla cultura. Come inciderà sul territorio?
«Ho in mente diverse iniziative e incontri culturali con autentiche autorità del nostro mondo per tracciare la rotta ideale che ahimè in tutta la provincia non ha trovato spazio in questi anni ad eccezione della “roccaforte” di Ceccano, a cui guardo come a un esempio positivo da imitare. Certo ritengo che la cultura elargita dalle istituzioni debba assolutamente essere gratuita e alla portata di tutti. Ritengo grave che un’amministrazione come quella di Cassino organizzi le più importanti manifestazioni dell’anno a pagamento».
Ora dica la verità e ci descriva la situazione all’interno del Partito…
«Molto semplice. Dopo anni di ruoli non distinti e non chiari, va dato atto al coordinatore provinciale Paolo Pulciani di aver cominciato a mettere ordine nella struttura. Permangono differenze all’interno del partito con un’area identitaria e una più moderata che devono rappresentare una risorsa di crescita piuttosto che motivo di conflitto; in questo confido molto nella saggezza di persone come Alessandro Foglietta; sulla nuova dirigenza provinciale di Paolo Pulciani; sulla leadership popolare del nostro senatore Ruspandini. Ma soprattutto, intendo avvalermi su Cassino anche di tutto il mondo che gravita intorno a Danilo Evangelista: persone giovani, motivate e di valore che rappresentano novità, freschezza e dinamismo»
Quale potrà essere l’apporto del vostro senatore per la città?
«Il partito ha una chance unica per crescere. Massimo Ruspandini è destinato ad essere il leader provinciale del centrodestra ancora per molti anni: la sua avventura è appena cominciata, e io sono orgogliosa di aver fatto parte della sua squadra fin dagli inizi. Le sue capacità gli consentiranno di dare una svolta decisiva a tutta la provincia»
Quali saranno le battaglie del partito in città?
«Porterò avanti quella contro la ludopatia, che mi sta molto a cuore e rappresenta un’urgenza sul nostro territorio. C’è la questione ambientale che vorrei approfondire con tutte le associazioni attive; ma soprattutto credo che sarà necessario mettere mano, senza veli di ipocrisia legati al garantimento di certe posizioni amministrative, allo scottante problema della sicurezza, che è inevitabilmente legato al tema del business dell’accoglienza. A questo punto, penso che, ormai superato il modello attuale, dobbiamo trovare una soluzione all’invasione, ormai neanche strisciante, a cui stiamo assistendo nel silenzio complice e a volte interessato delle Istituzioni»
Fonte l’Inchiesta
