Cassino, conclusa la terza edizione dei seminari Unicas nel carcere San Domenico: magistrati e studenti insieme per la formazione

Casa Circondariale Cassino

Si è conclusa la terza edizione del ciclo di seminari promossi dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale all’interno della Casa Circondariale “San Domenico” di Cassino. Gli incontri, tenuti dai magistrati del Tribunale di Cassino, rappresentano il frutto di una convenzione attiva dal gennaio 2020, grazie alla quale il servizio formativo dell’ateneo non è rivolto soltanto agli studenti universitari, ma anche alle persone recluse.
Un progetto che negli anni si è consolidato, diventando un modello virtuoso di collaborazione tra mondo accademico, magistratura e amministrazione penitenziaria. Nella stessa aula, infatti, siedono docenti, magistrati, detenuti, studenti universitari e personale del carcere: un’esperienza di confronto e crescita che va oltre la didattica tradizionale.
«Non possiamo che ringraziare la sottosezione distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Cassino, che anche quest’anno si è messa a disposizione per garantire questi preziosi incontri», ha dichiarato Sarah Grieco, promotrice dell’iniziativa, ricordando come il progetto abbia ottenuto anche un importante riconoscimento dal Dipartimento come progetto di interesse nazionale.
L’iniziativa affonda le sue radici nel progetto pilota avviato proprio a Cassino, che per la prima volta ha messo in dialogo in modo strutturato il mondo universitario e quello carcerario. La stipula del protocollo d’intesa ha rappresentato un vero e proprio apripista per una serie di attività che negli anni hanno rafforzato il legame tra il carcere di San Domenico e l’Università di Cassino, nella convinzione condivisa che la formazione dietro le sbarre sia uno strumento fondamentale per il reinserimento sociale.
«Cerchiamo di ampliare quanto più possibile le occasioni di incontro tra i nostri studenti e le persone recluse. Spesso non siamo pienamente consapevoli di quanto questi momenti di confronto siano importanti nei percorsi di crescita di tutti i partecipanti, non solo dei detenuti», ha sottolineato il professor Giuseppe Della Monica, responsabile del Polo Universitario Penitenziario.
Un’esperienza che, anche in questa terza edizione, ha confermato l’alto valore educativo e sociale del progetto, rafforzando il ruolo di Cassino come laboratorio di buone pratiche nel rapporto tra istruzione, legalità e inclusione.

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