Cassino, automotive in crisi profonda: in piena pandemia si produceva il doppio di oggi

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CASSINO – Il crollo produttivo registrato nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano è allarmante. I numeri diffusi dalla FIM CISL fotografano una realtà che lascia senza fiato: nel 2025, in piena ripresa economica post-pandemica, lo stabilimento produce meno della metà delle vetture realizzate negli anni del Covid.
Basta confrontare i dati per comprendere la portata della crisi. Nei primi nove mesi del 2020 erano state prodotte 37.315 auto, nel 2021 32.554. Oggi, a fine settembre 2025, le vetture uscite dalle linee di Cassino sono appena 14.135, con un calo del 28,3% rispetto al 2024.
Il trend negativo si riflette anche sui bilanci annuali: nel 2020 la produzione complessiva era stata di 53.422 unità, nel 2021 di 47.753, mentre nel 2024 ci si è fermati a 26.850. Le previsioni per il 2025, se il ritmo attuale dovesse confermarsi, non supererebbero le 22.000 auto prodotte.
A peggiorare il quadro contribuiscono le 84 giornate di fermo produttivo già registrate dall’inizio dell’anno, segnale evidente di una fabbrica che procede a singhiozzo. E anche quando le linee sono operative, la produzione risente dell’applicazione dei contratti di solidarietà che coinvolgono circa 600 lavoratori, con inevitabili ripercussioni economiche sulle famiglie del territorio.
La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino assume così i contorni di una emergenza industriale e sociale. In un periodo in cui il settore automotive dovrebbe affrontare la transizione verso l’elettrico e nuove strategie di rilancio, Cassino sembra invece arretrare, tornando a livelli produttivi che non si registravano da decenni.

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