Cassino, automotive in allarme: procedure di licenziamento nell’indotto. Salera convoca la consulta e incalza Stellantis

enzosalerasindacocassino

Si apre una fase critica per il comparto automotive del territorio di Cassino. L’avvio delle procedure di licenziamento da parte delle aziende dell’indotto Trasnova, Tecnoservice e Logitech fa scattare l’allarme istituzionale e sociale, con il sindaco Enzo Salera che ha convocato d’urgenza la consulta dei sindaci per lunedì 23 alle ore 15.30.
Il conto alla rovescia è iniziato in vista della scadenza dell’appalto fissata al prossimo 30 aprile. L’iniziativa delle aziende, spiegano fonti sindacali, rappresenta un passaggio formale previsto dalla normativa, avviato circa 75 giorni prima della conclusione dei contratti con la committente, anche alla luce delle mini-proroghe ottenute in sede ministeriale. Ma l’impatto sul territorio è tutt’altro che formale: decine di lavoratori restano sospesi in attesa delle decisioni della multinazionale automobilistica. Il numero sale a 138 se si considera l’intero sistema di appalti collegati a livello nazionale.
Una crisi che va ben oltre il piano occupazionale e che investe la tenuta economica e sociale dell’intero comprensorio. L’indotto dello stabilimento rappresenta infatti uno dei pilastri dell’economia locale e la sua eventuale contrazione rischia di produrre effetti a catena su famiglie, servizi e tessuto produttivo.
In questo contesto si inserisce la mobilitazione dei sindaci del territorio, riuniti nella consulta, pronti a fare fronte comune per chiedere il rispetto degli impegni assunti da Stellantis in merito ai nuovi modelli annunciati e per sollecitare la convocazione di un tavolo ministeriale con tutte le parti coinvolte.
Determinante, secondo il primo cittadino di Cassino, è la questione del nuovo modello produttivo promesso dalla multinazionale. «Al tavolo ministeriale Stellantis aveva assicurato che entro la fine del 2025 sarebbe partito il nuovo modello», ha ricordato Salera. «Poiché questo impegno non è stato rispettato, l’azienda deve assumersi la responsabilità di prorogare i contratti alle imprese dell’indotto e garantire la continuità occupazionale».
Parole che segnano un irrigidimento dei rapporti istituzionali e che delineano con chiarezza il perimetro dello scontro industriale in atto. Dopo la lettera inviata dal sindaco di Piedimonte San Germano, la convocazione della consulta rappresenta un ulteriore passo verso una strategia condivisa del territorio.
«Il territorio è compatto in questa battaglia», ha sottolineato Salera, evidenziando come l’obiettivo comune sia la salvaguardia dell’indotto e la stabilità produttiva dello stabilimento, considerato strategico non solo per Cassino ma per l’intera area del basso Lazio.
Intanto il tempo scorre inesorabile verso la scadenza dell’appalto, mentre il destino di decine di famiglie resta appeso a decisioni attese da mesi e che ora non possono più essere rinviate. Una vertenza che assume sempre più i contorni di una questione nazionale, simbolo delle difficoltà attraversate dall’industria automobilistica italiana nella delicata fase di transizione del settore.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *