Cassino, altro stop in Stellantis: fabbrica ferma e cresce la paura tra gli operai

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Nuovo stop produttivo nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. L’azienda ha comunicato un’ulteriore fermata delle linee nello stabilimento di Cassino, alimentando ancora una volta preoccupazione e tensione tra lavoratori e famiglie del territorio.Per l’unità di montaggio, le linee resteranno ferme nelle giornate del 18, 19 e 20 maggio, mentre per lastratura e verniciatura il blocco riguarderà il 18 e il 19 maggio. Un nuovo stop che conferma la crisi produttiva che da mesi colpisce il sito industriale cassinate, sempre più svuotato da rallentamenti, cassa integrazione e riduzione delle attività.
Gli operai speravano in un ritorno alla normalità già dal 18 maggio, giorno in cui avrebbero dovuto riaprire i cancelli dello stabilimento per tornare alla produzione delle Alfa Romeo Giulia, Alfa Romeo Stelvio e Maserati Grecale. Invece è arrivata l’ennesima comunicazione di fermo, che prolunga l’incertezza di centinaia di famiglie ormai legate agli ammortizzatori sociali.
La crisi pesa in maniera drammatica sull’intero comprensorio. Il potere d’acquisto continua a diminuire, mentre negozi e piccole attività commerciali abbassano le saracinesche o chiudono definitivamente. Numeri lontanissimi da quelli che avevano reso Cassino uno dei poli industriali più importanti del Lazio: oggi nello stabilimento lavorano circa 2mila addetti, mentre l’indotto è sceso sotto quota 4mila.
A peggiorare il quadro anche le recenti vertenze legate alle aziende dell’indotto come Trasnova, Teknoservice e Logitech, che hanno lasciatol decine di operai senza certezze e con il solo sostegno temporaneo della cassa integrazione.
Sindacati e istituzioni definiscono ormai la situazione “critica” e continuano a chiedere con forza una svolta industriale concreta per salvare occupazione, indotto e futuro del territorio.

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