Cassino, allarme sociale per la crisi Stellantis: i sindaci del territorio pronti alla mobilitazione

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Cresce la preoccupazione nel Cassinate per la crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino, con i sindaci del territorio che lanciano un grido d’allarme sempre più pressante di fronte a un’emergenza sociale ormai evidente. Sempre più famiglie legate al settore automotive si rivolgono ai Comuni perché non riescono a sostenere le spese quotidiane: bollette non pagate, mutui in difficoltà e la costante paura di perdere il lavoro.
La contrazione dei volumi produttivi e il numero ridotto di giornate lavorative stanno trasformando la crisi industriale in un vero e proprio dramma sociale che coinvolge migliaia di nuclei familiari dell’intero Frusinate, mettendo sotto pressione i servizi sociali di municipi già alle prese con risorse limitate.
Secondo gli amministratori locali, la situazione non è più sostenibile. Dal Governo si attende con urgenza un piano industriale credibile e interventi concreti per salvaguardare occupazione e prospettive di sviluppo di un’area che da decenni vive in simbiosi con il polo automobilistico.
Molto critico il sindaco di Esperia, Giuseppe Villani, che denuncia la mancanza di attenzione verso il sito cassinate:
«Non c’è la volontà di predisporre un piano industriale serio per Cassino. Il Frusinate viene considerato secondario, mentre qui si sta materializzando un allarme sociale concreto, che riguarda non solo lo stabilimento ma tutto l’indotto».
Il primo cittadino parla apertamente di un “dramma a tutti gli effetti”, sottolineando come i Comuni stiano diventando il primo presidio per cittadini in difficoltà economica: famiglie incapaci di pagare le bollette, lavoratori in affanno con il mutuo e una diffusa incertezza sul futuro occupazionale. «Siamo pronti anche a manifestare e a portare le nostre istanze a Roma», aggiunge.
Sulla stessa linea il sindaco di Pontecorvo, Anselmo Rotondo, che conferma il pieno sostegno alle iniziative decise dalla Consulta dei sindaci del Cassinate. Tra queste, l’incontro con le parti sociali prima della mobilitazione unitaria prevista per il 3 marzo e la richiesta di convocazione dei vertici di Stellantis Italia.
«Qualsiasi iniziativa utile a rappresentare le istanze del territorio — afferma Rotondo — sarà sostenuta con determinazione. Siamo ogni giorno a contatto con operai e famiglie in difficoltà: il disagio è reale e crescente».
Il timore condiviso è che, senza interventi immediati, la crisi produttiva possa trasformarsi in una frattura economica e sociale difficile da ricomporre, compromettendo il futuro di un’intera area industriale e delle migliaia di lavoratori che da essa dipendono. Il Cassinate, intanto, si prepara a far sentire la propria voce.

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