Cassino affonda, la Fim scuote Stellantis: “Basta attese, servono modelli e lavoro subito”

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Cassino torna al centro della crisi industriale di Stellantis e la Fim Cisl alza il livello dello scontro. Dal documento preparato in vista dell’Investor Day 2026 di Detroit, il sindacato invia un messaggio chiaro al nuovo amministratore delegato di Antonio Filosa: sullo stabilimento laziale non c’è più tempo da perdere.
La situazione del plant di Cassino viene descritta come una delle più delicate dell’intero gruppo. I numeri parlano da soli: appena 18 giorni di lavoro nel primo quadrimestre del 2026 e una nuova fermata produttiva annunciata fino al 18 maggio. Un quadro che alimenta timori sempre più forti tra lavoratori e aziende dell’indotto, con il rischio concreto che la crisi diventi strutturale.
La Fim Cisl chiede garanzie immediate sul futuro dello stabilimento, rivendicando per Cassino il ruolo strategico di polo produttivo delle vetture premium di Stellantis. Sul tavolo ci sono soprattutto i nuovi modelli attesi da anni: le future Alfa Romeo Stelvio e Alfa Romeo Giulia, previste sia in versione ibrida che elettrica, oltre alla nuova Maserati Grecale e agli altri modelli luxury legati alla piattaforma Large.
Per il sindacato, però, non bastano più annunci o rassicurazioni. Servono investimenti concreti, produzioni immediate e soprattutto un cronoprogramma dettagliato che possa restituire certezze occupazionali a migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto.
Oggi Cassino appare sempre più come uno stabilimento sospeso, in attesa di un futuro che continua a essere promesso ma che tarda ad arrivare. E mentre le linee rallentano e le fermate si moltiplicano, cresce la pressione su Stellantis affinché dalle parole si passi finalmente ai fatti.

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