Wwf ed Enpa chiedono stop ai fuochi d’artificio e un nuovo modello di festa: «Danni gravi a fauna, animali domestici e ambiente. Le alternative esistono».
Con l’avvicinarsi della notte di San Silvestro torna puntuale l’allarme delle associazioni animaliste contro l’uso di botti e fuochi d’artificio. Wwf Italia ed Ente nazionale protezione animali rinnovano l’invito ai Comuni a vietarne l’utilizzo e, soprattutto, a promuovere modalità di festeggiamento alternative, più sicure e rispettose di animali, persone e ambiente.
Secondo il Wwf, i fuochi pirotecnici rappresentano ogni anno una minaccia concreta per la fauna selvatica e per gli animali domestici. Rumori improvvisi, esplosioni e luci accecanti provocano disorientamento, traumi e fughe incontrollate negli animali selvatici, con esiti spesso fatali. Oltre agli effetti immediati, l’associazione segnala anche conseguenze a lungo termine, come alterazioni del comportamento e danni ai meccanismi riproduttivi.
Il fenomeno è aggravato dalla progressiva vicinanza tra aree urbane e zone naturali: campagne e boschi confinano sempre più spesso con i centri abitati, amplificando l’impatto dei festeggiamenti. Se le morti della fauna selvatica restano in parte invisibili, lo stesso non si può dire per la sofferenza di cani e gatti. In ambito domestico, i botti causano panico, ansia e forte stress, spesso anticipati da giorni di esplosioni sporadiche che rendono il periodo delle feste particolarmente difficile per gli animali da compagnia.
Oltre al danno diretto agli animali, il Wwf richiama l’attenzione anche sulle ricadute ambientali. Le alte temperature e le scintille possono provocare incendi o danneggiare alberi e vegetazione urbana, mentre i residui chimici contaminano suolo e aria, contribuendo all’inquinamento atmosferico con metalli pesanti, particolato e altre sostanze nocive.
Da qui l’appello ai sindaci affinché adottino ordinanze di divieto realmente efficaci. Negli ultimi anni molte città, comprese grandi metropoli come Roma, hanno introdotto restrizioni, ma il rispetto delle regole resta spesso insufficiente. La notte di Capodanno, sottolineano le associazioni, continua a essere segnata da un uso diffuso e incontrollato di botti illegali.
Sulla stessa linea l’Enpa, che invita le amministrazioni locali a superare l’approccio emergenziale. «Ogni anno si ripropongono divieti e ordinanze – afferma Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa – ma senza un vero cambiamento il risultato non cambia: i botti continuano a esplodere e gli animali continuano a pagarne il prezzo». Secondo l’associazione, esempi virtuosi come quello di Novara dimostrano che un’alternativa è possibile.
Le soluzioni, infatti, non mancano. In Italia e all’estero sempre più città scelgono di celebrare l’arrivo del nuovo anno con spettacoli di droni luminosi, giochi di luce, videomapping ed eventi artistici capaci di coinvolgere il pubblico senza rumore, senza inquinamento e senza paura. Un modello che, secondo Wwf ed Enpa, andrebbe adottato in modo strutturale. «Non basta vietare: serve il coraggio di cambiare – conclude Rocchi –. Il Capodanno è una festa collettiva, ma non può continuare a esserlo solo per una parte della comunità. Mentre noi brindiamo, migliaia di animali vanno in panico. Sta alle istituzioni decidere da che parte stare».
Capodanno senza botti: l’appello delle associazioni animaliste Wwf ed Enpa ai Comuni
