Sanno chi è, conoscono la sua faccia e lo braccano, ma Francesco Giuseppe Olivieri è ancora un fantasma che adesso si cerca su tutto il territorio nazionale. Ma il 32enne che ha ucciso due persone e ne ha ferite altre tre in una serie di agguati ed esecuzioni fra Limbadi e Nicotera, nel vibonese, sembra scomparso nel nulla.Lo Squadrone Cacciatori setaccia il vibonese e le ricerche sono state estese anche alla vicina Rosarno, che il giovane frequentava abitualmente e dove qualcuno – si sospetta – potrebbe averlo nascosto o avergli dato una mano a sparire. Mentre i cacciatori battono palmo a palmo le campagne, gli investigatori stanno controllando familiari, amici, conoscenti, alla ricerca di un qualsiasi elemento utile. Ma al momento, non sembra sia emersa alcuna traccia.Anche i familiari, non saprebbero nulla di lui da diversi giorni. Elementi che inducono molti a ipotizzare che Olivieri si sia già allontanato dalla zona, forse persino dal vibonese, per questo le ricerche sono state estese a tutto il territorio nazionale. Sembrava che la sua Panda fosse stata ritrovata nelle campagne di Limbadi poco dopo gli omicidi, anche questa notizia è stata smentita, al pari di quella di una sua presunta cattura.Di certo si sa che il killer potrebbe essere ancora armato ed è un soggetto pericoloso. E non solo per la spietata lucidità con cui ha portato a termine quello che sembra un piano ben congegnato. Nel giro di un’ora, Olivieri ha compiuto un danneggiamento a Caroni, dove ha sparato contro un’auto, quindi si è spostato a Limbadi, dove ha fatto irruzione in un bar, sparando contro tre uomini, quindi si è recato a Nicotera, dove si è presentato prima a casa di Giuseppina Mollese, poi da Michele Valerioti, uccidendoli entrambi. Tutte azioni in rapida successione e dunque – ipotizzano gli investigatori – da tempo pianificate.A preoccupare però sono soprattutto le condizioni psichiche di Olivieri. Secondo quanto filtra da fonti investigative, il 32enne sarebbe affetto da evidenti e accertati disturbi, che rendono praticamente impossibile immaginare le sue prossime azioni. Parente di un elemento di spicco del clan Mancuso, qualche precedente alle spalle, il 32enne – dice chi lo conosce – è sempre stato un ragazzo “problematico”.Circa vent’anni fa ha perso un fratello, ucciso in un agguato rimasto senza colpevoli e senza perché. Secondo alcune indiscrezioni emerse all’epoca e mai confermate, quel delitto potrebbe essere stato una sorta di risposta ad un altro omicidio, avvenuto solo qualche tempo prima, quando a cadere sotto i colpi di misteriosi killer era stato Ignazio Gaglianò, figlio di Giuseppina Mollese, l’ottantenne che ucciso a Nicotera.Questo è il primo e più evidente legame individuato fra Olivieri e le sue vittime, ma – fanno sapere gli investigatori – si tratta di “elementi tutti da verificare”. D’altra parte, con quei due omicidi, nulla sembrano avere a che fare le altre vittime della violenza del killer, in primo luogo il 68enne ucciso a Nicotera. Pur di finirlo pare che Olivieri lo abbia rincorso fin sul balcone dove aveva tentato di trovare riparo, ma al momento nulla – se non una lontana parentela con i fratelli Timpano, uno dei quali è stato ferito a Limbadi – sembra ricollegarlo al quadro. Un giallo nel giallo, che forse solo lo stesso Olivieri potrà risolvere.
Foto e fonte La Repubblica
