“Bilancio in ordine, ma a che prezzo?”: tra trionfalismi social e realtà, i conti (politici) che non tornano

daniele maura fr

DI AUGUSTO D’AMBROGIO.

Il post autocelebrativo del consigliere regionale Daniele Maura sui conti della Regione Lazio accende più di una perplessità. E solleva una domanda urgente: si può davvero parlare di ‘guarigione’, mentre sanità, scuola e trasporti soffrono tagli e disservizi?

“Una Regione che cambia passo davvero”. È questo l’incipit trionfale con cui Daniele Maura, consigliere regionale del Lazio, ha annunciato via social la “certificazione” della Corte dei Conti sul bilancio 2024 della Regione Lazio. Un post costruito con il consueto linguaggio propagandistico da slide: debito ridotto, niente nuovi indebitamenti, spesa efficiente, investimenti rilanciati. Ma se i conti possono anche essere parificati, la realtà fuori dagli uffici e dai comunicati ha tutt’altra forma e sostanza.

La narrazione pubblicata da Maura  e rilanciata con entusiasmo anche dal presidente Francesco Rocca e dall’assessore al bilancio Giancarlo Righini  racconta un Lazio in piena “guarigione”. Ma guarito da cosa, e per chi?

Dietro il linguaggio dei numeri, il vuoto dei servizi

Ridurre il debito pubblico, evitare nuovi disavanzi e perseguire l’equilibrio di bilancio sono senza dubbio obiettivi legittimi, se non doverosi. Ma la politica quella vera  si misura nel modo in cui questi obiettivi vengono raggiunti. E nel Lazio, troppe domande restano senza risposta: quali sono stati i tagli attuati per ottenere questi risultati? A spese di chi sono stati “liberati” i 1,5 miliardi? Quali servizi sono stati sacrificati sull’altare del rigore contabile?

Nelle scuole si fa i conti con carenze strutturali croniche. Il trasporto pubblico locale continua a collezionare ritardi, disservizi e soppressioni di corse. La sanità regionale, seppur formalmente “fuori dal commissariamento”, continua a lasciare migliaia di cittadini intrappolati tra liste d’attesa insostenibili e una mobilità sanitaria passiva che arricchisce le Regioni vicine.

Dov’è, in tutto questo, “l’investimento con conti in ordine” di cui parla Maura?

Autocelebrazione e narrazione di plastica

Il problema non è il bilancio parificato che anzi dovrebbe essere un punto di partenza ma il tono con cui viene celebrato. Il post del consigliere Maura è un esempio plastico di comunicazione politica piegata alla propaganda, più interessata ai like e agli slogan che alla complessità del reale. E questo, in un momento storico in cui il disagio sociale cresce e la sfiducia nei confronti delle istituzioni si allarga, è un errore grave.

“Tagliare gli sprechi” è una frase che suona bene ovunque, ma se a essere tagliate sono le risorse ai presidi sanitari di provincia, agli enti locali, ai servizi essenziali, allora non si tratta più di efficienza, ma di scelte politiche precise, che meritano di essere discusse  non celebrate con un check verde sui social.

Un bilancio freddo non basta a scaldare i cittadini

La responsabilità istituzionale richiede molto più che frasi da conferenza stampa. Richiede la capacità di ascoltare i territori, di riconoscere le fragilità ancora aperte, di spiegare con onestà cosa è stato fatto, cosa no, e perché. Maura e la giunta Rocca preferiscono invece sventolare un linguaggio da spot, come se il Lazio fosse un’azienda da rendere “competitiva”, più che una comunità da curare.

Il Lazio, purtroppo, è ancora ben lontano dalla “guarigione” annunciata. E se i conti oggi tornano, non è affatto detto che lo faccia anche la fiducia dei cittadini.

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